Aeroporto

Foggia, «Gino Lisa» pronto per l’allungamento pista

Massimo Levantaci

Chiusi gli espropri, aree ora disponibili, ieri notificato lo sfratto ai proprietari

FOGGIA - Aree libere da vincoli, per il prolungamento della pista del Gino Lisa può cominciare il conto alla rovescia per dare inizio ai lavori. Ieri mattina la notifica definitiva dell’atto di esproprio ai proprietari dei terreni da parte di un funzionario di Aeroporti di Puglia che ha incontrato i legali nell’aerostazione di viale degli Aviatori. Ora l’ente gestore e proprietario dello scalo può autorizzare l’impresa a prolungare di quattrocento metri la pista aeroportuale. Primo atto sarà la bonifica dei terreni come da prassi: operazione quantomai necessaria su un’ex area militare qual è stato per cinquant’anni lo scalo civile foggiano, peraltro obiettivo sensibile durante la seconda guerra mondiale. Saranno i militari dell’Esercito a incaricarsene. Completata questa fase, l’impresa De Bellis dovrebbe delimitare la nuova area di cantiere entro «quindici-venti giorni». E forse solo allora la città si accorgerà che qualcosa sta effettivamente nascendo in quell’area imbalsamata e immutabile da quando sono cessati gli ultimi voli di linea della Darwin (novembre 2011).

Troppo tempo è trascorso anche dagli annunci, la posa della prima pietra risale al 12 aprile scorso. Poi altro silenzio che ha inevitabilmente alimentato rassegnazione e disfattismo. Ma questa volta occorreva completare l’ultimo atto, quello degli espropri, per dare inizio alle operazioni. E la resistenza dei proprietari dei terreni, quelli che insistono proprio sul prolungamento della testata Nord (via Castelluccio), si è rivelata infaticabile tra incontri preliminari rivelatisi infruttuosi e vizi di notifica che hanno fatto slittare i tempi. Alla fine gli avvocati a cui ieri è stata consegnata la «immissione in possesso» da parte di Aeroporti di Puglia, si sono dovuti arrendere alla «pubblica utilità» dell’opera e quindi far transitare l’impresa: non ci sono più ragioni che tengano per impedire l’acquisizione delle aree.
Anche se c’è disaccordo sugli indennizzi, «pochi» 3 euro a metro quadro, è stato ribadito anche ieri, per mollare la presa su aree sia pur inutilizzabili (sottoposte a vincolo urbanistico dal piano di rischio aeroportuale), ma che i proprietari non intendono farsi valutare con «quattro soldi». Nulla di nuovo, succede ovunque in questi casi, chi si tirerebbe indietro di fronte alla possibilità di esplorare nuove fonti di guadagno?

L’approccio al problema però sembra morbido, i proprietari non minacciano per ora contenziosi. «C’è la volontà di ragionare - dice l’avvocato Mara Cerisano che patrocina gli eredi di una delle famiglie coinvolte - abbiamo trovato, mi auguro, disponibilità da parte di Aeroporti di Puglia a fare un passo avanti. Vogliamo tutti il progresso del nostro aeroporto». «Abbiamo preso atto della volontà politica di fare l’aeroporto - dice l’avvocato Marco Scillitani difensore di un’altra delle famiglie coinvolte - chiediamo però che si ponga ragionevolezza sulla quantificazione dell’indennizzo definitivo. Mi auguro che non ci sia l’intenzione o la volontà di metterci nell’angolo».

Gli espropri sono in ogni caso ormai definiti, ora si potrà parlare soltanto di lavori e di cronoprogramma degli interventi previsti. Il primo riguarderà la costruzione di una di una bretella di collegamento fra via Castelluccio e via Camporeale per dirottare il transito delle auto quando via Castelluccio sarà definitivamente chiusa nel primo tratto verso Foggia (fine ottobre).
Nel frattempo Enac, dovrebbe approvare (tempo una ventina di giorni) il progetto esecutivo ora che tutte le aree sono state acquisite e dare il via libera definitivo al cantiere. L’allungamento pista di quattrocentro metri lato Nord (verso gli ospedali riuniti) vero e proprio, se tutto andrà bene, cominceremo a vederlo ai primi del nuovo anno. 

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