La riflessione
Sanitaservice, efficienza internalizzazione e falso mito delle assunzioni
Dire che le assunzioni nelle Sanitaservice hanno creato il buco della sanità è come dire che comprare una casa costa più che pagare l’affitto: si guarda la voce di spesa, ma non il costo complessivo
Dire che le assunzioni nelle Sanitaservice hanno creato il buco della sanità è come dire che comprare una casa costa più che pagare l’affitto: si guarda la voce di spesa, ma non il costo complessivo. Questo equivoco domina spesso il dibattito sulla sanità pugliese. Guardare soltanto all’aumento della spesa per il personale significa rischiare di interpretare erroneamente la realtà.
In pratica, molte assunzioni hanno sostituito servizi precedentemente affidati all’esterno tramite appalti o attività in outsourcing, più costosi, meno trasparenti e meno controllabili. Nei contratti esterni, la pubblica amministrazione non paga solo il costo del lavoro, ma remunera anche l’utile d’impresa, le spese generali, i costi amministrativi e i margini di intermediazione, talvolta con ulteriori subappalti.
Tutto ciò aumenta il prezzo finale, senza produrre valore aggiunto per il sistema sanitario. Il modello delle società in house nasce proprio per superare questo meccanismo: società interamente pubbliche che gestiscono direttamente attività operative, eliminando gran parte dei costi di intermediazione e garantendo maggiore controllo pubblico. Oltre al risparmio economico, questo modello consente una gestione più flessibile e programmabile dei servizi, con interventi tempestivi e standard di qualità controllati direttamente dalla P.A. con il cosiddetto «Controllo analogo», con il quale l’ente pubblico gestisce la società come se fosse un suo ufficio interno, garantendo piena responsabilità, direzione e supervisione sui servizi.
Gli economisti della pubblica amministrazione ricordano una regola semplice ovvero che quando un servizio viene internalizzato, la spesa per il personale può aumentare, ma la spesa complessiva spesso diminuisce, perché si eliminano gli appalti e i margini di profitto. Chi ha avuto esperienza maturata nell’ambito di ruoli apicali nella gestione di società in house evidenzia come una strutturazione interna dei servizi adeguatamente organizzata consenta di perseguire più elevati livelli di efficienza, efficacia ed economicità, assicurando standard qualitativi non sempre raggiungibili attraverso l’esternalizzazione. È proprio sulla base di tali evidenze che si può affermare che, qualora i decisori politici avessero adottato un approccio operativo e pragmatico analogo a quello sperimentato nelle società in house, il disavanzo della sanità pugliese non avrebbe raggiunto le attuali dimensioni. Questo non è un giudizio politico, ma un’evidenza tecnica: internalizzare, gestire direttamente e programmare i servizi produce risparmi concreti e riduce gli sprechi. Le Sanitaservice hanno internalizzato il servizio del 118, rafforzando la presenza sul territorio e migliorando la qualità dell’assistenza emergenziale, hanno sviluppato il servizio dei trasporti secondari per pazienti oncologici e dializzati, garantendo continuità e sicurezza in attività delicate e continuative. Parallelamente hanno istituito il servizio di logistica, fondamentale per gestire materiali, attrezzature e supporti operativi, mentre sono stati acquistati nuovissimi mezzi e ambulanze, migliorando qualità e sicurezza del trasporto secondario. Questo approccio ha consentito di ottenere tempi di risposta più rapidi, una migliore programmazione e una maggiore integrazione dei servizi sanitari, con benefici immediati per i cittadini e risparmi strutturali per il sistema pubblico.
Oggi le Sanitaservice sono tra le realtà aziendali più significative della Puglia, coniugando crescita e complessità organizzativa con i principi fondamentali della gestione pubblica: efficienza, efficacia ed economicità.
Attribuire alle assunzioni nelle società in house la responsabilità degli squilibri finanziari della sanità significa semplificare un problema complesso, perché esse non sono nate per aumentare la spesa pubblica, ma per razionalizzarla, ridurre la dipendenza dagli affidamenti esterni e riportare sotto controllo pubblico servizi essenziali. Nei conti pubblici vale una regola fondamentale: non sempre ciò che appare come aumento di spesa lo è davvero; spesso è semplicemente il modo più trasparente di sostituire una spesa più alta, prima nascosta dentro gli appalti.