Il convegno
Energia rinnovabile la Puglia sempre leader
Ma l’eolico resta la sfida chiave da vincere verso l’obiettivo 2030
bariLa Puglia si conferma la prima regione italiana per capacità installata da fonti energetiche rinnovabili, ma il raggiungimento degli obiettivi al 2030 richiederà un cambio di passo, in particolare sullo sviluppo dell’eolico. È questo il messaggio emerso dalla tavola rotonda che si è svolta ieri mattina a Bari, nella sede di Confindustria, dedicata al futuro della transizione energetica in Italia con un focus sul territorio pugliese.
L’evento dal titolo «Transizione Energetica in Puglia: Prospettive e Opportunità» è stato promosso dal Think Tank Transizione Energetica - Rinnovabili, un’iniziativa di Core realizzata in knowledge partnership con ENEL Foundation, l’organizzazione no-profit del Gruppo Enel, che dal 2012 opera come hub globale per la ricerca e la formazione nel settore energetico.
Al centro del dibattito, moderato dal direttore della Gazzetta del Mezzogiorno Mimmo Mazza, la presentazione della ricerca elaborata dal Politecnico di Milano, e arricchita dai contributi del Politecnico di Bari e del Tecnopolo Mediterraneo per lo sviluppo sostenibile (Sezione Annex dedicata alla Puglia), oltre che dell’Università degli Studi di Palermo - Centro di Sostenibilità e Transizione Ecologica (Sezione Annex sugli impatti ambientali delle Fer).
Stando ai dati, in Italia risultano installati complessivamente circa 57 gigawatt di capacità rinnovabile da fotovoltaico ed eolico. Il fotovoltaico rappresenta la componente predominante con oltre 43 gigawatt, mentre l’eolico contribuisce con quasi 14 gigawattt.
La distribuzione territoriale resta però fortemente disomogenea, con alcune regioni particolarmente dinamiche. Tra queste, la Puglia si distingue come la realtà con la maggiore capacità installata, pari a circa 8 gigawatt (14% del totale nazionale), seguita da Sicilia e Lombardia.
Uno degli elementi distintivi del sistema energetico pugliese è la presenza di un mix relativamente equilibrato tra fotovoltaico ed eolico, a differenza del Nord Italia dove la produzione rinnovabile è quasi interamente basata sul solare. Le condizioni climatiche e territoriali del Mezzogiorno favoriscono infatti lo sviluppo di entrambe le tecnologie, rendendo la Puglia un laboratorio naturale della transizione energetica italiana. Negli ultimi anni, mentre il fotovoltaico ha mantenuto un ritmo di crescita stabile e diffuso su tutto il territorio nazionale, l’eolico ha mostrato una dinamica più concentrata. In questo contesto, la Puglia ha avuto un ruolo centrale, registrando nell’ultimo anno la quota principale della nuova capacità installata.
Guardando al futuro, il report analizza gli scenari di sviluppo in linea con gli obiettivi europei e nazionali. Nel caso della Puglia, il livello di avanzamento appare significativo ma ancora incompleto: circa il 78% del target fotovoltaico risulta già raggiunto, mentre per l’eolico il progresso si mantiene sotto il 50%, evidenziando la necessità di un’accelerazione sostanziale. Ampio spazio è stato dedicato anche al quadro normativo, recentemente aggiornato con il Testo Unico sulle Rinnovabili e con l’introduzione delle cosiddette “zone di accelerazione”, strumenti pensati per semplificare e velocizzare gli iter autorizzativi. Tuttavia, è stato sottolineato come il successo di queste misure dipenderà in larga parte dalla loro applicazione a livello regionale. La capacità di individuare aree idonee e di rendere effettive le semplificazioni sarà determinante per sostenere la crescita del settore. La tavola rotonda, aperta dai saluti del presidente di Confindustria Bari Bat Mario Aprile, ha confermato il ruolo di Bari e della Puglia come punto di riferimento nel dibattito nazionale sulle rinnovabili, grazie anche al contributo del mondo accademico e della ricerca, in particolare del Politecnico di Bari.