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Lecce, numeri da brividi ma strada della salvezza in salita: quattro sconfitte di fila e il gol resta un miraggio

Pierpaolo Verri

Giallorossi in crisi: Il Lecce esce con le ossa rotte dalla trasferta di Bologna, incassando la quarta sconfitta consecutiva in campionato con un secco 2-0.

Poteva essere la partita della svolta, è stata la sconfitta che ha segnato ulteriormente un periodo di crisi a tutti gli effetti. Il Lecce esce con le ossa rotte dalla trasferta di Bologna, incassando la quarta sconfitta consecutiva in campionato con un secco 2-0.

Era lecito attendersi una reazione di carattere dalla squadra allenata da Eusebio Di Francesco, dopo il ko interno contro l’Atalanta fra pochissime luci e tante ombre. In terra emiliana invece, contro la formazione di Italiano, è arrivata un’altra debacle che non fa altro che alimentare i dubbi attorno alla squadra giallorossa, che sembra essere venuta meno proprio nel momento decisivo del campionato, quando c’è da lanciare la volata decisiva in chiave salvezza.

La partita di Bologna ha rappresentato in piccolo quelli che sono stati i problemi di tutta la stagione per la compagine salentina, fra evitabili disattenzioni difensive e una sterilità offensiva a tratti disarmante. Gli episodi, come sempre, hanno avuto un peso specifico non da poco. Prima il clamoroso errore di Štulić a tu per tu con il portiere avversario, un’occasione che avrebbe permesso al Lecce di sbloccare la partita andando in vantaggio. Poi lo svarione difensivo che ha regalato al Bologna il gol del vantaggio, realizzato da Freuler. Un gol che è stato una condanna, in quanto, come costantemente accaduto in questo campionato, i giallorossi non hanno avuto la forza e le idee per imbastire una reazione. Fino al raddoppio nei minuti di recupero, arrivato con un’altra assurda sbavatura, nata da una punizione di Ramadani calciata direttamente su un avversario, rimpallo che ha poi innescato la ripartenza vincente per i felsinei, abili a siglare il 2-0 che ha fatto calare il sipario sulla partita.

Così, il Lecce si ritrova faccia a faccia con dei numeri impietosi, che a questo punto del campionato preoccupano enormemente. La difficoltà realizzativa è ormai una triste costante, d’altronde i salentini sono il peggior attacco non solo della serie A, ma anche dei top cinque campionati europei, con appena 21 gol segnati. Un primato detenuto in coabitazione con l’Oviedo fino a domenica scorsa, quando gli spagnoli hanno messo a segno tre reti nella vittoria sul Celta Vigo e hanno lasciato il Lecce solitario fanalino di coda d’Europa. L’apporto degli uomini d’attacco della squadra giallorossa è stato carente nel corso delle 32 partite disputate finora. I centravanti hanno portato appena quattro gol, tre da Štulić e uno da Camarda. Cheddira, arrivato a gennaio, non ha ancora trovato la via della rete. Sugli esterni, il miglior marcatore è Banda, con tre realizzazioni. Segue N’Dri, con due reti da subentrato, irrilevanti nelle sconfitte con Atalanta e Udinese nel girone d’andata. Fermi a un solo centro Sottil e Pierotti. Numeri troppo bassi, per un reparto che avrebbe dovuto fare la differenza in positivo e che adesso, invece, si ritrova sotto la lente d’ingrandimento per un rendimento al di sotto delle aspettative.

Eppure, il Lecce non può certo permettersi di abbattersi, malgrado il momento decisamente no. La classifica e il calendario, infatti, lasciano inalterate le chance di salvezza per la formazione di Di Francesco, in quella che si profila ormai come una corsa a due con la Cremonese, per garantirsi la permanenza nel prossimo campionato di serie A. Giallorossi e grigiorossi sono appaiati a 27 punti al terzultimo posto della classifica, in un duello ad alta tensione. I salentini devono riuscire a resettare, imparando dai propri errori e provando a imbastire una reazione nervosa ancor prima che tecnica, per dare una sferzata al proprio trend negativo. Adesso, infatti, inizia per il Lecce il periodo decisivo della stagione, con una serie di scontri diretti che diranno tanto, se non tutto, di quello che sarà il futuro della formazione giallorossa. A partire da lunedì prossimo, quando al «Via del Mare» arriverà la Fiorentina. Una sfida che la formazione di Di Francesco non può davvero permettersi di sbagliare, perché un altro ko andrebbe a incidere pesantemente non solo sulla classifica, ma anche sul morale di capitan Falcone e compagni. Dopo il confronto con la viola, sarà la volta della doppia trasferta contro le due squadre fanalino di coda del campionato, ovvero Verona e Pisa. Due vere e proprie trappole di fine campionato, incontri da prendere con le pinze, contro squadre che ragionevolmente non avranno nulla da perdere ma contro cui è facile rendersi protagonisti di brutti (e a questo punto della stagione irrimediabili) scivoloni. Di certo, servirà un altro Lecce rispetto a quello visto nelle ultime settimane. Altrimenti la salvezza rischia di essere davvero lontana.

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