SERIE A
Baldieri tiene vivo il Lecce: «Salvezza obiettivo possibile»
Al «Maradona», contro il Napoli, ed all’«Olimpico», contro la Roma, il Lecce ha tenuto botta dal primo all’ultimo minuto, ha messo in mostra una buona fase di non possesso
Al «Maradona», contro il Napoli, ed all’«Olimpico», contro la Roma, il Lecce ha tenuto botta dal primo all’ultimo minuto, ha messo in mostra una buona fase di non possesso, ha segnato (contro gli azzurri) ed ha creato alcune situazioni pericolose nell’area avversaria, ma è tornato a casa senza punti. Le due sconfitte sono maturate contro i campioni d’Italia in carica ed oggi terzi in classifica e contro un team che sgomita per entrare in Champions, ma i tifosi si interrogano sul loro significato in vista delle ultime otto giornate.
«La cosa peggiore, è scontato dirlo, sarebbe stata perdere e giocare male - rimarca Paolo Baldieri, doppio ex di Lecce e Roma - Resta il rammarico per non avere mosso la classifica dopo due buone prove, che è accresciuto dal fatto che la Cremonese ha battuto il Parma, agganciando i salentini. Ma i segnali dati dall’undici allenato da Di Francesco sono stati positivi. La squadra è più che mai viva, è solida quando è chiamata a contenere le avanzate avversarie, si propone in avanti in maniera ordinata, ha cuore. Purtroppo, continua a mancare qualcosa in zona gol, il che pesa sul risultato. Sarò un inguaribile ottimista, ma continuo ad essere fiducioso, anche se non sarebbe male mettere a segno un colpaccio in uno dei prossimi due match contro Atalanta e Bologna, onde evitare di arrivare a quota 27 agli scontri diretti che il calendario proporrà in seguito».
Contro il Napoli e contro la Roma, il Lecce ha pagato un paio di erroracci difensivi che hanno indirizzato il risultato. Al “Maradona”, permettendo ai partenopei di pareggiare subito dopo l’intervallo. All’”Olimpico”, consentendo ai capitolini di realizzare il gol che ha deciso la contesa. «Purtroppo è così - sottolinea l’ex attaccante - Contro complessi della qualità della squadra diretta da Conte e della formazione guidata da Gasperini, si rischia di pagare a caro prezzo ogni minima distrazione ed è ciò che è accaduto nell’economia di due sfide che, per il resto, sono state gestite bene». Contro la Roma, nella stessa azione, prima Mile Svilar e poi Mario Hermoso hanno sventato le due occasionissime create dal Lecce. «Sono stati bravi i due romanisti. N’Di ha angolato il tiro dopo essersi catapultato in area, ma il portiere ci ha messo il piede. Pierotti si è avventato sulla respinta ed ha colpito il pallone con veemenza. Non era affatto semplice indirizzare la sfera in una simile situazione e il difensore spagnolo è stato abile a sventare la minaccia, ma anche fortunato a trovarsi sulla traiettoria».
Napoli e Roma avevano l’obbligo di “fare” la partita. Contro le pericolanti la “musica” potrebbe essere differente. Quanto meno saranno più guardinghe: «Ci saranno meno spazi, ma Falcone e compagni se la vedranno con avversari del medesimo livello, che commettono, a loro volta, degli errori, che non hanno la cifra tecnica vantata da partenopei e capitolini. Nelle restanti otto giornate ci sarà da dare tutto match dopo match senza fare calcoli di alcun tipo. Va raggiunta la quota necessaria per conservare la categoria e, per come si sono messe le cose, serviranno almeno nove punti. Insomma, bisognerà vincere tre volte». Dopo la sosta, al “Via del Mare” sarà di scena l’Atalanta: «Con Padalino, la “Dea”, che è complesso di notevole spessore, ha risalito la china. Rispetto alle gare disputate contro Napoli e Roma, però, ci sarà una differenza non da poco. Al “Maradona” ed all’”Olimpico” ci sono stati settantamila tifosi che incitavano gli avversari del Lecce. Lunedì 6 aprile saranno i salentini a contare sulla “spinta” del pubblico amico e la carica garantita dall’ambiente ha un peso. Potrebbe essere l’occasione giusta per regalarsi il colpaccio contro una big che porterebbe punti ed autostima in vista degli scontri diretti dal cui esito dipenderà la salvezza».