serie a
Gandelman & Banda, Lecce torna a sorridere: dopo due mesi i giallorossi ritrovano il successo con l'Udinese
Vantaggio immediato di Gandelman (anche una traversa) , pari ospite su rigore al 26’, rete decisiva al 90’. I salentini ora con tre lunghezze di vantaggio sulla Fiorentina
LECCE-UDINESE 2-1
Lecce: Falcone, Veiga, Gaspar, Tiago Gabriel, Gallo, Ramadani, Coulibaly, Gandelman (90’ Siebert), Pierotti (77’ Banda), Sottil (77’ N’Dri), Cheddira (77’ Štulić). Allenatore: Eusebio Di Francesco.
Udinese: Okoye 6, Bertola 5,5, Kristensen 5,5, Solet 6,5, Ehizibue 5,5 (86’ Kabasele s.v.), Ekkelenkamp 6 (86’ Zarraga s.v.), Miller 5,5, Karlström 5, Zemura 6, Atta 6, Bayo 5. A disposizione: Nunziante, Padelli, Arizala, Mlačić, Camara. Allenatore: Kosta Runjaić.
arbitro: Rapuano di Rimini.
reti:5’ Gandelman, 26’ Solet (Rig.), 90’ Banda.
Note: ammoniti Bertola, Banda; 24.290 spettatori di cui 22.319 abbonati.
Un capolavoro di Banda rilancia il Lecce nella corsa salvezza. I giallorossi battono 2-1 l’Udinese al «Via del Mare», grazie a un calcio di punizione magistralmente trasformato dall’attaccante zambiano proprio allo scoccare del novantesimo minuto di gioco. Un gol che vale più di tre punti, perché regala ai salentini una vittoria di un’importanza capitale nell’economia del campionato. La squadra di Di Francesco ritrova finalmente slancio e riacciuffa quel successo che mancava ormai da quasi due mesi, al termine di una partita ben interpretata.
Il Lecce parte molto bene e riesce a rendersi pericoloso già dopo due giri di lancette. Un ispirato Sottil sulla fascia sinistra lascia partire un bel traversone sul primo palo, dove si avventa Cheddira abile a trovare il tempo per impattare di testa, senza però riuscire a inquadrare lo specchio della porta. Il Lecce continua ad affacciarsi in avanti e la pressione offensiva porta i suoi effetti al quinto minuto, quando Gandelman trova il gol del primo vantaggio. L’israeliano è bravo ad avventarsi su un pallone vagante, approfittando di un controllo sbagliato di Karlstrom, e a trafiggere Okoye con un mancino preciso in buca d’angolo.
Allo scoccare del quarto d’ora, i giallorossi sfiorano anche il raddoppio, quando Sottil calcia una punizione dal limite dell’area di poco sopra la traversa. Malgrado una prima parte di gara ben interpretata, i giallorossi capitolano alla prima vera accelerazione dell’Udinese. Protagonista negativo è Gaspar, che al 25’ stende in area di rigore Zemura con un intervento avventato, causando un calcio di rigore. Dagli undici metri si presenta Solet, che finalizza con freddezza e spiazza Falcone. La reazione dei padroni di casa non si fa attendere e arriva subito con Tiago Gabriel sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ma il suo colpo di testa da buona posizione non centra di poco la rete.
La ripresa inizia con una buona Udinese, a fronte di un Lecce poco lucido nella gestione del possesso. Con il trascorrere dei minuti, tuttavia, l’esigenza di portare a casa i tre punti porta i giallorossi a prendere in mano il pallino del gioco, guadagnando il predominio del campo e schiacciando l’Udinese nella propria metà del terreno di gioco. La formazione bianconera, tuttavia, riesce ad abbassare bene il baricentro, raccogliendosi in pochi metri e chiudendo tutti gli spazi agli attacchi avversari. Al Lecce non resta che cercare la via del gol con i tiri dalla distanza: ci provano da fuori area prima Veiga e poi Ramadani, ma in entrambi i casi le conclusioni non riescono a centrare lo specchio della porta. Di Francesco mette forze fresche sugli esterni, con Banda e N’Dri liberi di affondare lungo le fasce d’attacco. È proprio N’Dri a rendersi pericoloso con una conclusione dal limite dell’area, che termina non di molto al lato del palo sinistro della porta difesa da Okoye.
Una porta che appare stregata a cinque minuti dal termine, quando un tiro di Gandelman viene contrastato da un difensore avversario e si impenna, finendo per sbattere in maniera beffarda sulla traversa. La maledizione viene spezzata al novantesimo da Banda, che dall’altezza dei venticinque metri di distanza dalla porta infila direttamente in rete un calcio di punizione, grazie a una splendida parabola a giro. Una rete che sprigiona la bolgia del «Via del Mare», decisiva per spingere la squadra a proteggere il risultato anche nei restanti minuti di recupero. Arriva così un successo che per il Lecce non può essere un punto d’arrivo, ma un punto di partenza. O meglio, di ripartenza. I tre punti sono cruciali per alimentare le chance di salvezza, perché permettono ai salentini di staccare la Fiorentina al terzultimo posto e di accorciare le distanze sulle squadre che precedono. L’obiettivo, adesso, è di provare ad alimentare la striscia positiva, a partire dal posticipo della prossima giornata sul campo del Cagliari.