serie b

Il Bari appeso a un filo, Moreno Longo l’ultima «carta»

Antonello Raimondo

Arriva la svolta: esonerati Magalini e Vivarini. Promosso ds Di Cesare. Mentre i sorrisi che portarono Longo a Bari nell’estate del 2024 non compaiono sul suo volto

I sorrisi che lo portarono a Bari nell’estate del 2024 non compaiono sul suo volto. L’avventura biancorossa rappresentava un’occasione speciale per Moreno Longo: nelle sue vene scorre sangue barese. Sua madre è nata in corso Mazzini, la sua infanzia spesso è stata scandita dalle visite nel capoluogo pugliese. Invece, nel giro di sei mesi ha dovuto incassare prima la mancata conferma malgrado un vincolo in essere fino a giugno 2026, poi il richiamo alle armi nel momento più drammatico della squadra biancorossa.

Ieri, invece, l’espressione che ha scandito il suo ritorno è seria, concentrata, quasi «tirata». La missione salvezza è complicata, le possibilità di non arrivare al traguardo sono concrete: in pratica, ha quasi tutto da perdere se non riuscisse a portare in acque sicure un complesso che non è suo «figlio» in nessuna componente. Eppure, dopo il primo approccio di ieri tra pratiche burocratiche e dettagli per ricollocarlo sulla panchina dei Galletti, da oggi sarà lui in sella.

Il doppio esonero Le decisioni maturate nella tarda serata di domenica, dunque, ieri hanno preso forma. L’esonero di Vincenzo Vivarini, subentrato a novembre a Fabio Caserta, era inevitabile: quattro punti in otto match sotto la sua gestione, appena tre gol realizzati, una scossa mai arrivata, la squadra precipitata al penultimo posto. Il giro di orizzonti ha anche contemplato l’ipotesi di mettere a libro paga addirittura un quarto tecnico: sondati e valutati alcuni profili. Come quello di Guido Pagliuca, ma il dialogo con l’allenatore toscano, malgrado un’iniziale apertura, non è decollato: un ostacolo pressoché invalicabile è il vincolo in essere con l’Empoli fino al 2027. Una criticità che ha impedito di approfondire l’interesse per Luca D’Angelo, da sempre apprezzato dall’entourage biancorosso, ma vincolato allo Spezia ancora per un anno e mezzo. Non ha preso piede nemmeno l’opportunità di rivolgersi a tecnici più esperti come Rolando Maran (anche per lui sarebbe stato un ritorno dopo l’esperienza nel 2006-07) o Pierpaolo Bisoli, il sergente di ferro abituato alle sfide più ardue. Tuttavia, nei numerosi incroci con il Bari, più volte si è «beccato» con la tifoseria barese. Sarebbe stato imprudente sfidare un popolo già umiliato e da mesi in aperta contestazione. E allora, tutte le componenti si sono orientate sul ritorno di Longo, già cercato dopo l’esonero di Caserta senza, però, trovare l’intesa per ripartire. Ora, la proprietà da un lato e il mister torinese dall’altro, hanno compiuto passi per riannodare i fili del matrimonio.

Non deve destare sorpresa nemmeno l’esonero di Giuseppe Magalini, non soltanto per essere l’architetto di una squadra palesemente inadeguata, ma anche per non aver mai costruito un rapporto empatico con la piazza. Non a caso, è finito al centro della contestazione. Sembrava potesse rischiare anche il suo «vice» Valerio Di Cesare che, invece, ora si ritrova direttore sportivo unico. Tuttavia, in un frangente meno burrascoso, non è escluso l’ingresso di un’ulteriore figura dirigenziale che funga da collante tra proprietà e area tecnica.

La promessa del presidente Non deve essere stato facile per Luigi De Laurentiis tornare sui suoi passi. A conti fatti, Longo è stato l’unico sacrificato dal mancato accesso ai playoff dello scorso campionato. Il presidente biancorosso, però, non vuole perdere ciò che ha costruito in otto anni. La retrocessione, infatti, sarebbe l’azzeramento di una faticosa ripartenza. Ecco perché avrebbe rassicurato in ogni modo l’allenatore piemontese: se riuscirà in un percorso che somiglia molto ad una vera impresa, avrà ampie garanzie non soltanto di una permanenza a Bari, ma di diventare figura centrale di un nuovo progetto che potrebbe essere sorretto da nuovi investitori. Oltre ad una serie di probabili bonus e adeguamenti. Una «promessa» solenne che servirà anche da sprone e motivazione costante.

Almeno sei innesti Scontato, infine, che il mercato dovrà costituire una base fondamentale. Servono idee chiare, rapidità d’intervento, disponibilità economica. E soprattutto cancellare i tentennamenti che finora hanno portato ad un complesso bisognoso di svariati rinforzi i soli Cistana, Stabile e De Pieri. Da una prima e sommaria ricognizione, sembra che Longo abbia chiesto almeno sei rinforzi. Nel dettaglio, si tratterebbe di un difensore centrale, tre centrocampisti e due attaccanti. In tale novero, almeno quattro elementi dovranno essere in grado di alzare il livello della squadra e gli altri non dovranno certo essere comprimari, ma figure funzionali ad una precisa idea che, con ogni probabilità, si baserà sul 3-5-2 per potenziare il peggiore attacco della B con una punti in più e renderlo più compatto con una mediana più muscolare che non dovrà mancare di qualità tecniche e capacità d’inserimento. Il numero degli arrivi, però, potrebbe anche salire a seconda delle partenze. Al momento, sembra improbabile che siano reintergrati nel progetto Vicari e Partipilo, da giorni relegati ai margini della rosa, così come Gaston Pereiro, prossimo alla rescisione del contratto. Tuttavia, almeno i primi due potrebbero essere valutati oggi. Poi serviranno i volti nuovi, quasi alla media di uno al giorno. Per salvarsi, bisognerà battere ogni pista. Al resto, dovrà pensare Moreno Longo.

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