Serie A

Lecce, Di Francesco a testa alta: «Peccato, buona prova contro il Milan»

Antonio Calò

Il presidente dei giallorossi Sticchi Damiani: «La salvezza? Sapevamo che quest’anno avremmo avuto un compito difficilissimo»

Non bastano, al Lecce, una prestazione fatta di compattezza, di applicazione, di tanta intensità e di grande cuore, oltre ad alcune spettacolari parate di Wladimiro Falcone (su Samuele Ricci, Christian Pulisic, Niclas Fullkug e Chrostopher Nkunku), per permettergli di regalarsi un risultato utile sul terreno del Milan.

Proprio com’era accaduto mercoledì nel match contro l’Inter, disputato sempre in trasferta, la squadra giallorossa, alla lunga, paga dazio dinanzi alla superiore cifra tecnica degli avversari, che nella ripresa alzano di parecchio i ritmi, sfruttando anche le diminuite energie dell’undici allenato da Eusebio Di Francesco, che spende tanto nei primi 45’. Ora c’è da sperare che non ci sia un contraccolpo psicologico in quanto, se le prove dignitose non portano punti, esiste il rischio di abbattersi.

«È stato un buon Lecce - sostiene il trainer del team salentino - Ho optato per una difesa a cinque ibrida, asimmetrica, con Siebert che si occupava, nelle posizioni centrali, di prendere un riferimento. Penso che la linea abbia tenuto bene, soprattutto nel primo tempo. Poi il Milan ha accresciuto la pressione e noi abbiamo fatto qualche errore tecnico di troppo, che ci ha impedito di respirare di più. Sul gol ci siamo appiattiti troppo verso la nostra porta. È stato un nostro errore, ma ci sta contro simili compagini».

Il Lecce ha giocato per lunghi tratti con la “linea alta”: «Sono cose che non ti inventi certo il giorno prima del match. C’è tutto un lavoro dietro. Del resto, non puoi certo portarti i rossoneri nella tua area perché altrimenti è ancora più probabile che ti facciano male».

La scelta sulla retroguardia a cinque potrebbe essere ripetuta: «Per noi è una opportunità ulteriore con la quale schierarci, a seconda del tipo delle partite o delle eventuali assenze di qualche uomo, com’è accaduto contro il Milan».

Prima della gara, il presidente Saverio Sticchi Damiani parla ai microfoni di Dazn, affrontando l’argomento-Camarda. Nei giorni scorsi, infatti, è circolata la vice che il centravanti potesse tornare al Milan già in questa sessione di mercato: «Il ragazzo ha subito un infortunio alla spalla. I nostri medici lo hanno curato e poi abbiamo voluto una ulteriore visita specialistica. Con le terapie necessarie e circa venti giorni di riposo, può tornare disponibile e darci una mano sino al termine del torneo. Non è cambiato nulla».

Si sofferma quindi sul mercato, senza sbilanciarsi su altri possibili innesti: «Abbiamo messo a segno tre colpi, con gli arrivi di Gandelan, Fofana e Ngom. Forse sono passati sotto traccia, ma si tratta di innesti che per noi sono importanti per l’immediato e per il futuro. Per noi ogni sessione può essere utile per migliorare l’organico».

Sulla bagarre-permanenza è sempre stato chiaro e la sua linea non cambia: «Ho detto sin dal primo giorno ai tifosi che sarebbe stata più complicata che mai, che avremmo avuto un compito difficilissimo. Ad oggi c’è solo il rammarico per come siano andate le cose nel match con il Parma, che è stata compromessa per nostre leggerezze. Inoltre, non sono mancati anche episodi sfortunati».

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