serie b
Dopo Empoli Bari la città umiliata tuona: «La maglia biancorossa è nostra. Toglietela»
Squadra contestata al «Castellani». E la tifoseria organizzata annuncia una manifestazione l'8 dicembre per urlare ancora una volta il fermo dissenso alla multiproprietà
«La maglia biancorossa è nostra. Toglietela». Adesso basta. Da tre anni il Bari incassa schiaffi, umiliazioni, risultati indegni. Il San Nicola è svuotato, la città del pallone sembra quasi in preda ad apatia e indifferenza. Ma i sentimenti verso la squadra del cuore non possono svanire. Ed è così che la «manita» in pieno volto subita dall’Empoli sprona la tifoseria al completo alla reazione più forte.
La squadra è stata duramente contestata innanzitutto dagli oltre seicento sostenitori giunti al «Castellani». Oltre i consueti cori contro la proprietà, inevitabilmente sono finiti nel mirino calciatori che non stanno mostrando un minimo di reazione e professionalità. Inutile parlare di attaccamento ai colori: un concetto riservato ad animi nobili e sembra fin troppo evidente che non sia questo il caso. «Vergognatevi», «Tirate fuori gli...attributi (in modo molto più colorito)» i cori già scanditi in una ripresa senza senso, dopo che per i primi 45’ il pubblico barese ha tentato di sostenere la squadra, pur accontentandosi di una prestazione davvero modesta, priva di coraggio e intraprendenza, ma puntata soprattutto a tenere a bada l’Empoli che ha dilagato non appena ha alzato un minimo i giri del motore. Al 90’, quindi, il duro confronto sotto la curva. Civile, schietto, forte. Ma non è la prima volta che accade. E sorge il dubbio che forse nemmeno la rabbia dei tifosi basti a scuotere un gruppo senza cuore. Ma traboccano di rabbia e amarezza anche i social e i forum dei siti dedicati ai Galletti. Con un invito unanime a smettere di indossare i colori biancorossi, simbolo di Bari.
La tifoseria organizzata ha già annunciato una manifestazione ad ampio raggio per il prossimo 8 dicembre, chiamando a raccolta la città per urlare ancora una volta il fermo dissenso alla multiproprietà. Il raduno sarà alle 11 in piazza Prefettura. In un arco di tempo nel complesso conciso, è già la seconda volta che è imbastita una protesta in strada. Era già accaduto, infatti, il 1° giugno 2024 con quasi 5mila persone ad invadere il centro cittadino per chiedere l’immediata vendita del club da parte della famiglia De Laurentiis. In quella circostanza, però, il Bari quantomeno veniva dalla dalla soffertissima salvezza acciuffata in extremis al playout contro la Ternana. Diciotto mesi dopo, la storia si ripete, con il club di nuovo costretto a battagliare per mantenere la categoria in una missione che appare persino più complessa. Tuttavia, è improbabile che non avvengano altri tumulti nei prossimi giorni. Probabile che siano organizzati presidi durante gli allenamenti in sede, anche se si dovessero svolgere a porte chiuse. Così come è ferma la volontà dei supporter nel pretendere l’immediato allontanamento del direttore sportivo Giuseppe Magalini e del suo «vice» Valerio Di Cesare.
Nonostante l’esonero del tecnico Fabio Caserta sostituito soltanto mercoledì scorso con Vincenzo Vivarini, dunque, la società potrebbe essere chiamata già nelle prossime ore a nuove e traumatiche decisioni. Troppo alto il rischio di infilarsi in un fallimento sportivo a soli due anni dalla probabile dismissione del club dato lo stop alla multiproprietà sancito al 30 giugno 2028. La città combatterà per evitare lo sfascio. La famiglia De Laurentiis ora deve fornire risposte chiare.
Tensione, infine, sull’aereo di ritorno, da Pisa a Bari. A bordo, oltre al gruppo squadra, c’erano anche tifosi biancorossi. L’intervento della polizia ha riportato l’ordine anche se la partenza è stata posticipata di un’ora e dieci minuti.