serie b
Bari, partita «folle» a Catanzaro: dopo Carrara si rialza a un passo dal baratro. Ora il big-match col Palermo
I Galletti vanno in vantaggio, si fanno ribaltare, ma acciuffano due volte il pari in un gran finale. Il pareggio al «Ceravolo» racconta di una squadra imperfetta ma presente a se stessa
CATANZARO - Problemi mentali? Se Longo cercava risposte forti dopo lo sfogo di Carrara e le spiegazioni nella conferenza stampa della vigilia... beh l’allenatore piemontese può gonfiare il petto. Il pareggio al «Ceravolo» racconta di una squadra imperfetta, certo. Ma assolutamente presente a se stessa, in grado di alzare la voce anche nei momenti di difficoltà. Pareggio di platino. E non vale nemmeno la pena aprire l’album delle recriminazioni. Tra occasioni gettate al vento e qualche discutibile valutazione arbitrale. Conta soprattutto il risultato. E anche il modo in cui è arrivato. Si resta fuori dalla zona playoff, vero. Ma ripensando alla settimana che ci si è messi alle spalle, più fibrillata che mai, c’è solo da essere soddisfatti. Punto e basta.
Un Bari diverso, nel «vestito». Difesa quasi stravolta, si parte dalla rinuncia a Mantovani (settimana complicata sul piano fisico) e dal sorprendente rilancio di Vicari e da quello, più prevedibile, di Pucino. Favasuli per Oliveri, diciamo che era nell’aria viste le difficoltà del ragazzo di proprietà dell’Atalanta. E poi un attacco nuovo di zecca, Pereiro alle spalle di Lasagna. Dopo la figuraccia di Carrara qualcosa andava fatto. E Longo ha seguito la strada della logica. Artiglieria «pesante» sul versante Catanzaro. Caserta sceglie Pittarello come spalla del super bomber Iemmello, resta fuori Biasci.
Vento, tanto. A tratti ingestibile. Gioco, diciamo pochino. È la storia di un primo tempo di una modestia terrificante. Tecnica, soprattutto. Gli allenatori, per carità, fanno benone il loro mestiere. Vince la tattica, forse anche il timore di farsi prendere alle spalle. Partita complicata anche sul piano mentale, per entrambe. Il Catanzaro deve metabolizzare due sconfitte consecutive, al netto di un percorso assolutamente virtuoso. Il Bari, ormai, piegato nelle sue tristezze, anche ambientali. Poi, per carità, ci scappano anche due lampi. Nel buio, evidentemente. Il gol di Lasagna, dopo uno strappo del «trattore» biancorosso, Maita. E la meraviglia di quel diavolo di Pietro il «grande», Iemmello. Un’altra bella notizia, poi. Dopo aver subito il pareggio stavolta la reazione c’è, diversamente da quello che era accaduto a Carrara. Pereiro inventa, poi gli manca il guizzo da posizione defilata. Proteste pugliesi, infine. Dorval cerca e trova Lasagna che, però, temporeggia troppo. Quagliata lo sbilancia, l’arbitro lascia correre... resta la sensazione che il rigore ci potesse essere.
La ripresa è la solita fiera di errori. Ma le emozioni fioccano, incredibilmente. Il Catanzaro mena la danza, il Bari sembra giocare in modo diverso dal solito lasciando da parte l’ossessione degli uno contro uno a tutto campo. Il vantaggio calabrese sembra irregolare, Scognamillo spinge Vicari, Bonini segna la settima (!) rete stagionale. Finita? Macché. I fantasmi di Carrara restano negli spogliatoi e nella testa dei tifosi. La reazione c’è. Prima il bellissimo gol di Favasuli (2-2), poi la prodezza di Favilli a tempo scaduto dopo che la squadra giallorossa era riuscita a riportarsi in vantaggio con la collaborazione di una difesa biancorossa mal posizionata. Due rimonte in un angolo di partita raccontano tanto. Di quello che la squadra può fare e di quanto si possa migliorare. Il tempo c’è. Per chiudere la stagione a testa alta. Nei playoff, su questo non si può transigere. Un dovere. E basta.