Serie B
Il Bari ha voglia di svolta nella tana del Cesena. I playoff non «aspettano»
I gol aiutano, certo. Ma è l’equilibrio a scavare le reali differenze
BARI - Il primo obiettivo è sempre la prestazione. Quando c’è... guardare al risultato diventa meno opprimente. Il risultato, già. Le squadre forti sanno portarlo a casa anche nel mare in tempesta. Giochi male, capita. Ma poi devi trovare le soluzioni. Alla voce... concentrazione, ferocia, applicazione, forza, fisicità. E concretezza, già. Vietato sprecare. Cinismo offensivo e compattezza difensiva, maniacali nella gestione dei dettagli. Le squadre ambiziose sono quelle che sanno portare gli episodi dalla propria parte. Leggendo senza sbavature i diversi momenti della partita.
Bari e Cesena si sono già sfidati meno di 50 giorni fa. Partita equilibrata, rotta da un episodio (gol di Dorval, difesa romagnola completamente in bambola) e, dunque, in equilibrio fino alla fine. I biancorossi furono abbastanza conservativi, mai l’impressione che avessero gioco e partita in mano. Ma bravi a lasciare solo il palleggio a un avversario incapace di graffiare per davvero. La squadra di Mignani si è appena messa alle spalle un periodo complicato. Una sola vittoria in sette partite dopo tre mesi colo vento in poppa e un quarto posto in classifica che trasudava orgoglio. La vittoria in casa della Sampdoria sembra aver riacceso la luce in un gruppo (età media abbastanza bassa) che rischiava di intristirsi anche a causa dei soliti isterismi che «accarezzano» il mondo del calcio. Bianconeri pronti a vendere cara la pelle in una sfida che si preannuncia anche molto tattica. Forse con uno sviluppo diverso rispetto a due mesi fa. L’impressione è che Longo possa ordinare una diversa aggressività. Non un semplice presidio, insomma.
Non è vero che tutti i guai del Bari dipendano dalla fase realizzativa. I gol aiutano, certo. Ma è l’equilibrio a scavare le reali differenze. La sfida contro il Brescia è lì a certificarlo. Due gol all’attivo, due vantaggi. Contro un avversario non irresistibile e su un campo che sfavoriva la squadra costretta a fare gioco. È successo che le rimonte subite sono diventate addirittura otto. Costringendo anche i più ottimismi a bannare dal proprio vocabolario il termine «casualità». Non è nemmeno cattiva sorte, bene ribadirlo. Si chiamano limiti. E c’è una sola medicina per tentare di ammorbidirli: il lavoro e l’applicazione. Musica per le orecchie di un perfezionista della tattica come Moreno Longo. Complimenti e fair-play a distanza tra lui e il grande ex, gentleman Michele Mignani. Scontro diretto, così racconta la classifica. Il vero obiettivo del Bari, la «ciliegina» per la matricola Cesena. Aspettando che il mercato regali gli ultimi colpi. E che poi la palla passi solo e soltanto al campo. Giudice supremo. La «cassazione» in un mondo di opinionisti, a vario titolo.