Serie A

Calcio, la nuova vita di Rebic: «Lecce, sono pronto»

Antonio Calò

«L’infortunio ormai alle spalle, vedrete che tornerò quello del Milan»

LECCE - Motivazioni e grande voglia di dimostrare di essere ancora un calciatore importante come quello che ha contribuito, con le sue prestazioni positive e le sue reti, alla vittoria del diciannovesimo scudetto della storia del Milan, nel 2021/2022. È su queste fondamenta che Ante Rebic, colpo roboante del mercato estivo giallorosso, intende costruire la sua avventura con il Lecce, nell’annata 2024/2025 nella quale, per la prima volta nella sua carriera, giocherà in una formazione che ha l’obiettivo di conquistare la permanenza.

«Ci tengo a fare vedere a tutti che sono il calciatore di tre stagioni fa e questo fatto mi dà grandissime motivazioni - afferma il croato - Negli ultimi due campionati (uno con il Milan e l’altro con il Besiktas, ndc), ho sofferto a causa di un infortunio che ho finalmente superato lo scorso aprile. Voglio lasciarmi alle spalle questo periodo e contribuire a conquistare i traguardi di squadra, raggiungendo al contempo quelli miei personali». Quindi racconta come si è dipanata la trattativa che lo ha portato a vestire la maglia della società salentina: «Circa un mese fa mi hanno chiamato il direttore Corvino e poi mister Gotti. Mi hanno convinto che abbracciare il progetto del Lecce sarebbe stata la scelta migliore per me. Non ho dovuto pensarci troppo ed ho accettato. Ho l’intento di scendere in campo con la maggiore continuità possibile e di fare capire che sono tornato ai miei livelli».

Di Rebic, il responsabile dell’area tecnica Pantaleo Corvino dice: «Di solito, quando presento un atleta devo dare su di lui molti ragguagli perché è sconosciuto o, quanto meno, poco noto. Ante, invece, ha alle spalle una carriera importante. Tutti sanno chi è e cosa ha fatto. Limitandomi al minimo, è stato vice campione del mondo con la sua nazionale e campione d’Italia con il Milan, vanta 387 presenze in ambito professionistico. Lo conosco bene per averlo avuto alla Fiorentina, club dal quale l’ho ceduto all’Eintracth Francoforte». Corvino prosegue: «L’annata appena iniziata sarà importante sul piano personale, in quanto raggiungerò quota 300 partite in A con il sodalizio giallorosso e quota 700 gare in assoluto in massima serie, ma lo sarà soprattutto per il Lecce, che insegue la terza salvezza consecutiva in A, mai centrata nella sua storia. Ho chiesto a Rebic di darci una mano a raggiungere questo traguardo. Prima di concludere l’operazione ho sentito anche il parere di Pioli, sottolineando che intendevo ingaggiare l’attaccante croato come prima punta, e lui mi ha confermato che è un ruolo che ha ampiamente nelle proprie corde e nel quale è stato il vice di Giroud quando, nel 2021/2022, il Milan ha vinto lo scudetto. L’ex rossonero ha scelto il Salento perché vuole mettersi in gioco e dimostrare che è quello di sempre. Sa che qui troverà l’ambiente ideale per farlo».

La «palla» torna a Rebic, che si sofferma sulla sua condizione fisica: «Dopo l’intervento al quale mi sono sottoposto ad aprile mi sono allenato regolarmente, senza pause, con un preparatore. Mi manca il ritmo-partita che si ottiene solo con il minutaggio in campo. Sto bene e spero di giocare quanto prima, dando il mio contributo alla squadra». Indosserà la casacca numero 3: «Avrei voluto il 12, ma lo aveva già scelto Guilbert. Pertanto, ho chiesto il primo numero libero, che era il 3». L’impatto con il resto del gruppo è stato ampiamente positivo: «Non mi aspettavo di trovare in rosa giocatori così forti. Penso di potere avere un buon feeling in coppia con Krstovic, ma anche con chiunque altro dovrò giocare in base alle scelte tecnico-tattiche del nostro allenatore». In un organico molto giovane, Rebic potrebbe fungere da punto di riferimento: «Sin dal primo giorno del mio arrivo ho notato che in seno allo spogliatoio c’è grande sintonia. Non ci sono calciatori che si sentono su un gradino superiore a quello degli altri. Io faccio parte del gruppo. Siamo tutti sullo stesso piano, al medesimo livello. È bello che ci sia un ambiente familiare».

In occasione della vittoriosa sfida casalinga con il Cagliari, nella quale è entrato nelle battute conclusive, ha potuto apprezzare la passione che il pubblico del “Via del Mare” riserva ai propri beniamini: «Era fondamentale conquistare i tre punti in palio nel match con i sardi e ci siamo riusciti. I tifosi sono stati trascinanti, caldissimi. La gente vive per il Lecce. Volevo approdare proprio in una piazza così». Al popolo giallorosso dice: «Darò tutto per la squadra. Mister Gotti ed il direttore Corvino mi hanno spiegato bene il contesto nel quale avrei giocato, ovvero nell’unica formazione di serie A della regione e che può contare su una tifoseria che la ama enormemente. Ma hanno anche rimarcato che dovremo lottare strenuamente per meritare quella terza salvezza consecutiva sin qui mai ottenuta dal Lecce. Se sono nel Salento è perché ho le motivazioni giuste per dare il massimo in ogni match». È rimasto famoso il suo abbraccio al raccattapalle Gabriele Gallo dopo il gol del momentaneo 3-1 (l’incontro terminò per 4-1 in favore dei rossoneri) segnato in Lecce-Milan del 22 giugno 2020. «Eravamo in pieno periodo covid e gli stadi erano deserti - racconta il croato - Ho effettuato uno slalom da metà campo uno contro uno sino a battere il portiere avversario ed ho festeggiato così. Il mio è stato un gesto istintivo. Non ci ho certo pensato su prima di farlo. Mi sono rivolto alla prima persona che ho incrociato nella mia corsa dopo la rete. Una volta arrivato nel Salento dopo la firma ho chiesto al team manager Vino dove fosse ora quel ragazzo (che attualmente milita tra i dilettanti ndc), ma non ha saputo darmi una risposta, in quanto non fa più parte del club giallorosso».

Del periodo in cui ha lavorato con Corvino a Firenze afferma: «Ero molto giovane e quando sono tornato dall’Eintracth Francoforte sono stato in viola con lui appena un mese. Sto conoscendo meglio il direttore ora». La sua battuta finale riguarda l’allenatore che ha avuto maggiore importanza nella sua carriera: «È Kovac, che ho avuto all’Eintracht Francoforte. Mi ha voluto nel suo team e mi ha dato tanta fiducia. E’ con lui che sono diventato un professionista vero». La conclusione è di Corvino: «Sono certo che Ante lascerà il segno in questa esperienza a Lecce per la sua umiltà, la sua riservatezza e la sua caparbietà, ma soprattutto per il fatto che in campo dà sempre il mille per mille».

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