Serie B

Dionigi: Modena-Bari è da brividi, chi perde si ritrova in crisi

Davide Lattanzi

«I pugliesi dovranno calarsi subito nell’”altro” campionato: il cuore deve accompagnarsi all’indubbia qualità della squadra»

BARI - «Il Bari dovrà calarsi subito nell’”altro” campionato: il cuore deve accompagnarsi all’indubbia qualità della squadra». Davide Dionigi è uno dei doppi ex di lusso di Modena-Bari. L’allenatore emiliano è proprio nato a Modena e con i «canarini» ha esordito tra i professionisti collezionando 20 presenze e un gol tra il 1990 ed il ‘92. In biancorosso, invece, ha trascorso soltanto sei mesi, da gennaio a giugno 2005, mettendo insieme 21 gettoni e quattro reti, sempre in cadetteria. «Ma è una piazza che mi è entrata nel cuore e seguo sempre con affetto», afferma Dionigi. «Basti pensare che parte del mio staff (a partire dal “vice”, Lorenzo Sibilano) parla barese…».

Il giorno di Pasquetta, dunque, proporrà un incrocio che tocca da vicino i suoi sentimenti…

«Purtroppo, non sono in zona, altrimenti sarei sicuramente andato al “Braglia”. È una gara delicata a prescindere dai miei trascorsi. Il Modena, per larghi tratti del torneo, sembrava sicuro di un piazzamento playoff, però ha vinto un solo match negli ultimi 15 e non soltanto è scivolato fuori dalle prime otto, ma ora è costretto a guardarsi le spalle. Quanto al Bari, è un vero mistero. Molti non la pensano così, ma resto convinto che i biancorossi siano una buona squadra. La realtà, tuttavia, va guardata in faccia: ora l’imperativo è salvarsi. Chi dovesse perdere lunedì, insomma, si ritrova in piena crisi».

Pensa che sia una di quelle gare in cui il pari non serve?

«Al contrario! Non mi aspetto un atteggiamento scriteriato dalle due squadre. Un pareggio, ad esempio, consentirebbe al Modena di mantenere una certa serenità sulla zona playout, così come il Bari muoverebbe la classifica togliendosi davanti una trasferta insidiosa. No, non penso che nessuno attaccherà a testa bassa: ora i punti pesano tanto, la paura di perdere si avvertirà».

In molti addebitano gli stenti dei Galletti alla delusione per la finale playoff persa lo scorso giugno: è d’accordo?

«Una componente ci sarà pure, ma l’alibi può durare un mese o due, non oltre. Qui, invece, non sono bastati due ribaltoni in panchina per invertire la rotta. Piuttosto, un problema reale sono gli infortuni a diversi elementi cardine. Se guardo la rosa del Bari, trovo risorse in ogni reparto. Penso che abbia ragione Iachini quando evidenzia la necessità di sbloccarsi sul piano mentale: non è facile in una piazza così grande, ma adesso non ci si può permettere di giocare con la paura addosso».

Ritiene che il Bari rischi di soffrire fino alla fine?

«Sul piano della qualità, no. Al di là di un calendario complesso, la squadra ha il potenziale per tirarsi fuori alla svelta dalla zona bassa. Ma le doti tecniche restano relative se non si compie quel salto di qualità in più sul piano della grinta, del furore, dell’umiltà. Lo scorso anno, ad esempio, sono retrocesse Spal e Benevento che avevano ottimi complessi, ora non è mai uscito dai bassifondi lo Spezia che doveva essere una big designata. Confido nella tempra di Iachini: riuscirà a trovare la chiave per dare una scossa».

Oltre il carattere, però, serviranno anche i gol. Da allenatore ed ex punta, come spiega i numeri precari dei pugliesi in fase realizzativa?

«Vale il discorso di prima. Una batteria che comprende Diaw e Puscas, Sibilli, ora ho appreso anche del ritorno di Aramu, come può avere problemi? Parliamo di gente che in cadetteria vale un top club. Lo stesso Nasti che ho allenato a Cosenza è tra i migliori emergenti in circolazione: Marco è molto giovane, a volte deve limare qualche esuberanza caratteriale, ma è una punta moderna che abbina efficacemente fiuto del gol e lavoro per la squadra. Forse cambiare diverse volte sistema di gioco e metodologie di lavoro non ha giovato. In tal senso, sono curioso di vedere come riemergerà la squadra dalla sosta: Iachini avrà avuto due settimane per insistere sui suoi concetti».

Ha spesso navigato in acque agitate: quanti punti servono per la salvezza?

«In B sovente non è stata sufficiente quota 40, ma diciamo che, con le medie attuali, a 42-43 si dovrebbe essere al riparo pure dai playout. Sono, però, conti relativi: basta un exploit inaspettato e le medie si alzano. Il Bari può affrontare chiunque alla pari. Perciò, la ricetta è basilare: pochi calcoli e tanto cuore».

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