Mercoledì 01 Aprile 2026 | 17:07

Bari, troppi i rifiuti nelle strade: ora lo dicono anche i turisti

Bari, troppi i rifiuti nelle strade: ora lo dicono anche i turisti

Bari, troppi i rifiuti nelle strade: ora lo dicono anche i turisti

 
rosanna volpe

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Bari, troppi i rifiuti nelle strade: ora lo dicono anche i turisti

I visitatori si scambiano opinioni social su una città «magica». Però... dall’aeroporto al lungomare, i segni dell’incuria si incontrano già lungo la tangenziale, dove le aree di sosta si trasformano spesso in piccoli immondezzai

Mercoledì 01 Aprile 2026, 14:51

Il primo impatto con la città passa anche da ciò che resta ai margini delle strade. Dall’aeroporto al lungomare, i segni dell’incuria si incontrano già lungo la tangenziale, dove le aree di sosta si trasformano spesso in piccoli immondezzai: bottiglie di plastica, fazzoletti accartocciati, rifiuti abbandonati.

Il percorso prosegue verso il centro, fino al lungomare Vittorio Veneto e Imperatore Traiano, a ridosso della città vecchia. Una fila ordinata di cassonetti accompagna il marciapiede, ma intorno si accumula di tutto: coperchi lasciati aperti, rifiuti che sporgono, sacchi a terra. Ai lati si formano vere e proprie discariche improvvisate. Accanto ai cassonetti compaiono mobili abbandonati: sedie rotte, pezzi di arredamento, materassi appoggiati ai muri come se qualcuno dovesse tornare a riprenderli. Non succede. Restano lì, almeno fino all’ennesima segnalazione. Intorno, contenitori di plastica e altri ingombranti — cassetti, ante, tavolini — completano un’immagine che stride con uno dei tratti più frequentati della città. Da una parte il mare e il profilo della città che si apre tra palazzi storici e scorci suggestivi. Dall’altra, l’immagine di un degrado quotidiano che sembra essersi normalizzato. I rifiuti non sono nascosti, ma esposti, visibili a chiunque passi.

È un tema che ritorna anche nelle recensioni lasciate dai turisti, nelle ultime settimane. Il ritornello è sempre lo stesso: Bari affascina, conquista, si fa ricordare. La cucina viene spesso celebrata, i sapori tradizionali raccontati con entusiasmo. Ma non basta. «Amo l’Italia, ma questa zona della Puglia dovrebbe ricevere un po’ più di attenzione da parte di chi si occupa della pulizia: i bordi delle strade sono pieni di macchie e immondizia. Peccato, perché è una zona molto bella. Ma questo non significa che non tornerò», scrive un visitatore.

Un altro si sofferma sull’arrivo in città: «L’area intorno alla stazione centrale sembrava insicura ed è visibilmente poco mantenuta. La presenza di persone sospette e la generale mancanza di pulizia in un hub così importante creano una prima impressione molto negativa». E ancora: «Le strade sono sporche, troppo spesso si trovano feci di cani sui marciapiedi». O, più netto: «Tanta spazzatura. Le città polacche sono più pulite».

Nello stesso racconto, emerge anche l’altra faccia di Bari: il fascino del centro storico, i vicoli, i colori, i profumi. Una città definita «magica», capace di lasciare il segno. È proprio qui, nel cuore antico, che si concentra il tour dei turisti. Bari vecchia resta il punto di riferimento, il luogo più fotografato e attraversato. Ma anche qui le criticità non mancano. L’associazione Custodi della bellezza, guidata da Michele Cassano ed Emanuele Bisceglie, ha mappato otto punti sensibili e ha consegnato al sindaco qualche settimana fa un lavoro fatto di osservazione e di monitoraggio. Da largo San Sabino a via Jacopo Calò Carducci, passando per strada Santa Teresa dei Maschi, strada Gironda, largo Chiurlia, strada del Carmine e strada Santa Lucia. Strade che raccontano secoli di storia e che oggi convivono con sacchetti lasciati troppo a lungo, mobili dismessi, conferimenti «fai da te».

«I cestini sono pochi», denuncia Michele Fanelli (Acli Dalfino). «Servono più punti di raccolta, soprattutto nelle piazze». Il problema riguarda anche i servizi: bagni pubblici assenti, difficoltà nella gestione dei flussi, percezione di insicurezza. «Questa che presentiamo ai turisti quest’anno è una pessima cartolina». Intanto i visitatori attraversano vicoli, si fermano, scattano foto, osservano. Cercano la bellezza che Bari sa offrire, e spesso la trovano. Ma lungo lo stesso percorso inciampano anche in ciò che non funziona, con una focaccia fumante stretta in una mano e una sgagliozza nell’altra. La sensazione è che anche la nostra apprezzata cucina tradizionale spesse volte fatica a coprire il resto.

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