A Brindisi
«Dolcetto o terremoto?» Minacce di morte ai ristoratori
Insulti sul web: scelta di cattivo gusto. I gestori del locale: slogan per risvegliare le coscienze
Nelle intenzioni c’è la solidarietà, ma vengono fraintesi e subiscono persino minacce di morte e, non ultimo, un calo delle recensioni. È quello che accade ai titolari del ristorante brindisino «Piovono zucchine» in piazza Cairoli, che promuovono campagne di sensibilizzazione su temi attuali. L’ultimo casus belli è la locandina “Dolcetto o terremoto?” per raccogliere fondi con la cena della notte di Halloween, da destinare ai terremotati. I ristoratori si impegnano per sostenere iniziative benefiche attraverso il loro ristorante, ma la polemica è dietro l’angolo e divampa velocemente sul web.
E prosegue la bagarre su chi e come fare beneficenza. Considerato il disagio che stanno vivendo i terremotati del centro Italia qualunque modalità, purchè proficua, diventa un aiuto concreto in più. Non mancano commenti al vetriolo: c’è chi parla di «errore di comunicazione che porta a compromettere la reputazione del brand», sottolineando che «sarebbe più opportuno chiedere venia». «Veramente non vi siete resi conto che quello che volevate comunicare non è arrivato e la sensazione pervenuta è solo di un vile sciacallaggio?», è scritto in un altro commento. «Non metto in dubbio la vostra buona fede ma in quanto a comunicazione avete molto da imparare - prosegue -. Vi consiglio di tornare a cucinare visto che quello sapete fare». I diretti interessati hanno invitato al confronto privato. Gesto anche questo frainteso. «Ma ti rendi conto di cosa è stato vomitato in un minuto? Non capire una locandina per un evento è un conto, dire che noi lucriamo sulle tragedie è un'altra. Abbiamo organizzato questo evento e come è nel nostro stile l'abbiamo comunicato. Non vi piace? Volevate spiegazioni? Bastava chiedere», è stata la risposta. Alcuni fan del locale brindisino hanno colto l’essenza dell’iniziativa. “Dolcetto o terremoto” non era certo una parodia della tragedia che si sta consumando nel centro Italia, ma un modo di invitare a pensare ad un dolcetto per chi, in queste ore drammatiche, non può averne. Per chiudere la vicenda, ecco che giungono i chiarimenti finali: «Capiamo la rabbia, la frustrazione, lo sdegno per la locandina che non è stata compresa, ma la morte e le minacce ci sembrano argomenti troppo delicati da trattare in un post. Il nostro ristorante ha già subito attacchi di questo tipo, quando abbiamo pubblicato una delle nostre locandine dopo la sentenza di Stefano Cucchi. Non facciamo questo per marketing o per vendere qualche piatto in più ma per svegliare le coscienze, anche le nostre».