operazione «Colemi»

Brindisi, no del Riesame alla scarcerazione di Guadalupi e degli altri arrestati

fabiana agnello

Le contestazioni spaziano dall’associazione mafiosa alle estorsioni, fino al favoreggiamento e ai traffici di droga, con ruoli e responsabilità differenti. Il procedimento si è chiuso con 20 persone coinvolte

Il tribunale del Riesame ha confermato tutte le misure cautelari dell’operazione «Colemi» e delle prime due tranche di arresti relative al clan Buccarella. Restano in carcere, dunque, Pietro Guadalupi, Salvatore Buccarella, Umberto e Pasquale Attanasi, Vincenzo Schiavone, Stefano Malerba, Adriano Vitale, Mauro Iaia e Alessandro Blasi. L’indagine, coordinata dalla pm della Dda di Lecce Carmen Ruggiero e condotta dalla squadra mobile di Brindisi, ha documentato - secondo l’accusa - il tentativo del gruppo «tuturanese» della Scu di riorganizzarsi. Le contestazioni spaziano dall’associazione mafiosa alle estorsioni, fino al favoreggiamento e ai traffici di droga, con ruoli e responsabilità differenti. Il procedimento si è chiuso con 20 persone coinvolte. Oltre ai nove in cella, risultano indagati a piede libero: Vitantonio Fiaccone; Antonio Zullo e Carlo Carriere, gestori del Domus Caffè, imputati per favoreggiamento aggravato; Antonio e lo zio Andrea Bruno per reati legati allo spaccio di cocaina; Mauro Bianco, Simone Fai, Francesco Castellano e Andrea Galasso per detenzione o cessione di hashish o marijuana. Antonio e Giuseppe Caliandro compaiono come persone offese ma anche come indagati per favoreggiamento, il primo con aggravante mafiosa.

Entro la settimana prossima saranno depositate memorie difensive e richieste. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Vito Epifani, Danilo Di Serio, Francesco Cascione, Paolo Cantelmo, Cosimo Lodeserto, Laura Beltrami, Ladislao Massari, Gabriella Di Nardo, Giuseppe Presicce, Gianluca Nolè, Giampaola Gambino, Giancarlo Raco, Roberta Romano e Roberto Ricchiuto. 

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