Aeroporto di Brindisi, disco verde per il nuovo parcheggio con 609 stalli in più

andrea pezzuto

Gli uffici regionali derubricano le criticità sollevate dal Comune: il progetto consentirà di ridurre la sosta irregolare e sarà migliorata la viabilità

Via libera al nuovo parcheggio di Aeroporti di Puglia da 609 posti, che sorgerà in contrada Baroncino. La sezione Autorizzazioni ambientali della Regione ha dato disco verde al progetto destinato al personale dipendente dell’aeroporto e ad accogliere i servizi per la mobilità strettamente funzionali all’infrastruttura. In questo modo, si libereranno posti auto negli attuali parcheggi, incrementando l'offerta per gli utenti dello scalo. L’intento è anche quello di contrastare efficacemente i fenomeni di sosta irregolare e abusivismo, migliorando la viabilità in entrata e uscita dall’aeroporto. L'intervento si rende necessario in vista del potenziamento dei servizi e dell'aumento del traffico passeggeri previsto con il raddoppio dell'aerostazione. Il progetto contempla anche un esteso sistema di aree verdi, che interessa circa 7.400 metri quadri.

Il dipartimento Ambiente della Regione ha rilasciato il provvedimento di verifica di non assoggettamento alla Vas e di esclusione dalla procedura di Via. Essendo stato il procedimento incardinato all’interno della Zes, adesso la Struttura di missione sarà chiamata a rilasciare l’autorizzazione unica. Tra chi ha dato parere negativo c’è il Comune, che nelle scorse settimane aveva messo in luce una serie di criticità urbanistiche superabili con una variante. Ma come noto, l’autorizzazione Zes funge anche da variante urbanistica. Come spiegato dagli uffici regionali, «l'area interessata ricade prevalentemente nella Zona F1-Attrezzature urbane», e «una parte dell'area è altresì interessata da previsioni di viabilità e relativi vincoli di rispetto stradale che hanno già trovato parziale attuazione mediante una successiva variante urbanistica». La destinazione prioritaria del parcheggio è per i dipendenti di Aeroporti di Puglia e per i servizi per la mobilità aeroportuale: «Si può ritenere, quindi, per la esiguità dell’area oggetto di variante - proseguono gli uffici regionali - e per la sua destinazione d’uso attuale di viabilità di previsione, di poter ascrivere la proposta in oggetto a modifiche minori ai piani urbanistici comunali, ivi incluse modifiche a quelli che non trasformano in edificabili aree a destinazione agricola (comunque definite negli strumenti urbanistici comunali) e non determinano una diminuzione delle dotazioni di spazi pubblici o riservati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggi». Pertanto, «la proposta assume complessivamente la natura di una variante urbanistica, finalizzata sia ad adeguare le previsioni del Prg alla configurazione fisico-giuridica determinata dalla viabilità già realizzata, sia ad allineare il piano al progetto esecutivo, in piena coerenza con il processo di trasformazione complessivo dell’area».

La sezione Autorizzazioni ambientali della Regione aggiunge che «la prossimità strategica allo scalo, l'accessibilità ottimale e la piena coerenza con le disposizioni delle Nta del Prg relative alle zone F, confermate dalla variante del 2003, rendono questa soluzione funzionale e a minimo impatto, in quanto utilizza urbanizzazioni già esistenti. L'intervento - rispondendo a esigenze di interesse collettivo e di miglioramento della fruizione dell'infrastruttura aeroportuale - si configura come opera di pubblica utilità, essenziale per una gestione ordinata e controllata degli accessi all'infrastruttura e per lo sviluppo del sistema aeroportuale regionale». In esito all’attività istruttoria e di verifica, i tecnici regionali ritengono allora che «l’intervento - per le sue caratteristiche localizzative, dimensionali e funzionali - non presenti elementi tali da far prevedere impatti significativi sull’ambiente, in quanto la capacità di incidere e trasformare il territorio e l’ambiente è bassa». Come spiegano da Bari, tra l’altro, «la quasi totalità dell'intervento costituisce attuazione del comparto F1/03c, di cui Aeroporti di Puglia detiene 17.580 metri quadri, corrispondenti a circa l'85% della sua estensione originaria», pertanto il progetto completa «un processo di trasformazione urbana ampiamente avviato e normato».

Intanto, le segreterie territoriali della Cgil e della Filt di Brindisi e Lecce esprimono profonda preoccupazione circa la realizzazione del collegamento ferroviario tra stazione e aeroporto, finanziato dal Pnrr. «Con la scadenza di giugno ormai alle porte e un cantiere immobile e abbandonato da circa un mese, la mancata partecipazione di Rfi all’audizione della commissione regionale Trasporti rende sempre più fondati i timori che l’infrastruttura possa non essere completata in tempo. Chiediamo di conoscere - affermano i sindacati - come si possa recuperare il tempo perduto in modo da rispettare il cronoprogramma. È indispensabile che la committente esca dal silenzio e garantisca la ripresa delle attività per scongiurare il rischio di un'incompiuta».

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