Violenza domestica
Carovigno, picchiò e denigrò il marito: 63enne rinviata a giudizio
A sostegno dell’ipotesi accusatoria le dichiarazioni delle vicine. L’avrebbe anche colpito con una lama, spingendolo a vivere per mesi in un camper
È stata rinviata a giudizio una 63enne di origine calabrese e residente a Carovigno, con l’accusa di aver sottoposto il marito a un regime di vita definito «intollerabile». Il tribunale ha disposto l’apertura del dibattimento per il 22 ottobre prossimo, accogliendo la richiesta del pm Mauron Gallone della Procura di Brindisi, che contesta alla donna una lunga serie di condotte violente e persecutorie.
Dalle indagini emerge un quadro familiare segnato, secondo l’accusa, da un crescendo di aggressioni e tensioni iniziato nel gennaio 2024. L’uomo, oggi 66enne, avrebbe descritto una convivenza scandita da insulti quotidiani e da episodi di violenza fisica: oggetti lanciati contro di lui, bottiglie, sedie e persino coltelli. Il fatto più grave risalirebbe al 9 agosto 2024, quando sarebbe stato colpito al costato con una lama, riportando una ferita suturata in ospedale.
La pressione psicologica avrebbe avuto un ruolo determinante. Le frasi riportate negli atti parlano di minacce di morte e di un clima domestico che avrebbe generato nell’uomo un forte stato d’ansia, al punto da spingerlo ad abbandonare la casa e a vivere per mesi nel proprio camper, parcheggiato nelle vicinanze. Una scelta che, secondo la Procura, la donna non avrebbe accettato: lo avrebbe tempestato di telefonate, reiterando offese e minacce, arrivando a coinvolgere anche i suoi cani.
A sostegno della ricostruzione accusatoria figurano anche le dichiarazioni di alcune vicine di casa, che avrebbero assistito a un episodio di umiliazione pubblica, durante il quale la donna avrebbe accusato il marito di essere un alcolizzato e di avere relazioni extraconiugali.
L’uomo è assistito dall’avvocata Chiara Dadamo, mentre l’imputata è difesa dall’avvocato Canio De Rosa. Il processo inizierà il 22 ottobre davanti al giudice Simone Falerno. [Fab. Agn.]