allarme in Valle d’Itria

Ostuni, ritorna la banda dell’Audi: due colpi tentati nella notte

Fabiana Agnello

Questa volta, però, i malviventi sono stati costretti a scappare a mani vuote grazie all’intervento tempestivo dei sistemi di sicurezza e delle forze dell’ordine. Il primo episodio si è verificato a Locorotondo

Due colpi tentati nella stessa notte, tra il 19 e il 20 febbraio, riaccendono i riflettori sulla banda dell’Audi Rs6 nera, il gruppo che da mesi semina allarme in Valle d’Itria con blitz rapidissimi e fughe fulminee. Questa volta, però, i malviventi sono stati costretti a scappare a mani vuote grazie all’intervento tempestivo dei sistemi di sicurezza e delle forze dell’ordine.

Il primo episodio si è verificato a Locorotondo, dove la potente berlina è stata vista allontanarsi a tutta velocità nei pressi di una gioielleria già finita nel mirino della criminalità. Poco dopo, intorno alle 2 del mattino del 20 febbraio, l’allarme è scattato alla tabaccheria di via Emigranti, a Ostuni. I ladri avevano già forzato la saracinesca e stavano tentando di introdursi all’interno dell’esercizio commerciale, quando il sistema di sicurezza ha iniziato a suonare, costringendoli a interrompere l’azione.

Le telecamere di videosorveglianza hanno ripreso l’intera scena: uomini con il volto coperto da passamontagna, scesi dall’Audi Rs6, la stessa auto comparsa in diversi colpi messi a segno negli ultimi tempi in alcuni comuni della Valle d’Itria. Le immagini confermano il modus operandi ormai consolidato: arrivo fulmineo, tentativo di effrazione, fuga immediata al minimo segnale di disturbo.

Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di Ostuni, guidati dal vice questore aggiunto Vincenzo Alfano. La pattuglia ha intercettato l’auto in fuga e ha ingaggiato un inseguimento lungo le strade periferiche della città. Ma la Rs6, dotata di un motore capace di prestazioni estreme, ha rapidamente guadagnato terreno fino a far perdere le proprie tracce. Solo una settimana fa si era parlato dei colpi attribuiti alla cosiddetta «banda della Maserati», responsabile di una serie di assalti tra Cellino San Marco, Mesagne, San Vito dei Normanni e Fasano.

Gli investigatori non escludono che si tratti dello stesso gruppo criminale, che avrebbe a disposizione più veicoli ad alte prestazioni, tra cui il Suv Levante e l’Audi Rs6 utilizzata negli ultimi episodi. Le indagini proseguono, mentre cresce la preoccupazione tra commercianti e residenti. La banda sembra muoversi con estrema rapidità e professionalità, scegliendo obiettivi vulnerabili e agendo nelle ore più buie. Questa volta, però, l’allarme e la reattività delle forze dell’ordine hanno impedito che i colpi andassero a segno. Resta ora da capire se le immagini raccolte e le tracce lasciate nella fuga possano offrire elementi utili per identificare i responsabili e mettere fine alla loro scia di colpi.

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