la denuncia

Le rubano l'auto a Barletta, la rabbia di una madre: «Ora non posso accompagnare mio figlio disabile alle visite»

«Sul parabrezza c'era il pass con l’indicazione della disabilità, l’auto era parcheggiata nello stallo che il Comune ci ha assegnato: chi ha rubato la macchina, non ha pensato al danno che ha provocato»

«La rabbia non è per il furto dell’auto che ci permetteva di far visitare nostro figlio da medici che sono a Foggia e Bari, ma è il gesto in sé che mi rattrista: sul parabrezza c'era il pass con l’indicazione della disabilità, l’auto era parcheggiata nello stallo che nel dicembre scorso il Comune ci ha assegnato per le problematiche del nostro bambino eppure, chi ha rubato la macchina, non ha pensato al danno che ha provocato». La voce di Claudia trasuda rabbia e delusione, perché qualche giorno fa l’auto che assieme a suo marito usava per accompagnare il loro primogenito in ospedale o ambulatori è sparita. Era parcheggiata vicino casa, in pieno centro a Barletta quando è scomparsa.

Claudia ha sporto subito denuncia. «Ce ne siamo accorti alle cinque e mezza del mattino - racconta - e la prima cosa che ho dovuto fare è stato annullare la visita oculistica per Mattia fissata per lunedì prossimo». Mattia compirà sei anni nel prossimo mese di ottobre e ha problemi di deambulazione e strabismo dalla nascita. «Durante il parto - spiega - ha avuto una asfissia neonatale, è andato in sofferenza e da allora è sottoposto a continue visite mediche». Nell’auto rubata c'erano i sediolini anche dei suoi fratellini, una coppia di gemelli di poco più di un anno.

«Siamo certi che l’auto sia stata distrutta ma fa male l’idea che qualcuno non abbia pensato che fosse utile a un bimbo con disabilità», ripete Claudia che si sente oltraggiata. «Nel pass c'era anche la foto di Mattia ed è una cosa che non tollero saperla nelle mani di sconosciuti», aggiunge. La difficoltà maggiore è dover comprare una nuova auto. «La mia è la rabbia di una mamma che soffre per il suo bambino, che prova ad aiutarlo in ogni modo poi, c'è chi non ha rispetto né per lui né per le sue difficoltà», conclude.

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