Barletta, ancora tensione alla «D’Azeglio»: scuola e cantiere insieme sennò addio ai fondi

adriano antonucci

Per l'istituto si valuta la possibilità di convivenza tra cantiere e comunità scolastica. Il sindaco: «Pronto a sottoporre al consiglio comunale la possibilità di accendere un mutuo per realizzare i lavori»

Per la «D’Azeglio» si valuta la possibilità di convivenza tra cantiere e comunità scolastica. È la grande novità emersa dall’assemblea pubblica che, sabato pomeriggio, ha visto il confronto tra il sindaco Cosimo Cannito, la dirigente del comprensivo D’Azeglio-De Nittis Concetta Corvasce ed una nutrita rappresentanza di docenti e genitori. Sul tavolo le perplessità della comunità scolastica circa le modalità di trasloco disposte nelle scorse settimane dall’amministrazione comunale. Tali modalità, vorrebbero il via dal prossimo 5 marzo al trasferimento di alunni, docenti e personale Ata nei plessi Principe di Napoli (destinato alle 7 sezioni di scuole dell’infanzia), Dimiccoli e De Nittis (destinati alla scuola primaria, 6 sezioni a testa). Il trasloco dovrebbe avvenire al fine di lasciar spazio alla ditta incaricata di avviare i lavori di adeguamento sismico della struttura. Gli interventi sono finanziati con 3,2 milioni di euro statali (ex Pnrr) e 400 mila euro comunali, ma dovrebbero rispettare una scadenza che li vorrebbe conclusi entro il 31 marzo 2026, pena revoca dei fondi.

Un limite impossibile da rispettare, ma l’amministrazione ha disposto ugualmente il trasferimento, con la speranza di ottenere dal ministero degli Interni una proroga dei termini dopo due richieste già andate a vuoto. Questo clima di incertezza non piace alla comunità scolastica che si è già mobilitata con una petizione per richiedere formalmente all’amministrazione comunale «la sospensione del trasferimento del plesso scolastico D’Azeglio-De Nittis fino all’effettiva disponibilità di liquidità economica e garanzie contrattuali». Le firme raccolte sono già diverse centinaia, ma ora c’è da valutare l’ipotesi “convivenza” tra cantiere e comunità scolastica. «Mi attiverò - ha affermato il sindaco Cosimo Cannito - per invitare il direttore della sicurezza e l’impresa affinché si possa arrivare a questa soluzione, che terrebbe contenti tutti e che ci consentirebbe di avviare i lavori in un’ottica anche di rispetto delle risorse economiche che ci sono state assegnate».

Il sindaco ha poi rilanciato l’auspicio di ricevere la proroga dal ministero degli Interni, dicendosi pronto, in caso di ulteriore diniego, a sottoporre al consiglio comunale la possibilità di accendere un mutuo per poter realizzare i lavori. «Qualora dovesse saltare il finanziamento - ha sottolineato il primo cittadino - io dovrò chiedere alla Corte dei Conti e al consiglio comunale la possibilità di poterci indebitare, perché si possano realizzare i lavori. Quando i soldi sono i nostri possiamo iniziare i lavori quando vogliamo, rispettando le esigenze della comunità scolastica, che chiede giustamente di avviare gli interventi alla conclusione di quest’anno scolastico. Però, mi auguro che anche loro comprendano che il buon amministratore deve rispettare il denaro pubblico». A proposito della comunità scolastica, nonostante le richieste di supporto e le rassicurazioni del sindaco, le perplessità restano. «Noi - ha spiegato la presidente del consiglio d’istituto della D’Azeglio-De Nittis, Flora Dileo - siamo per la tesi che questi lavori non si debbano avviare, perché non c’è una reale, concreta e impellente necessità. Poi, laddove dovessero venir fuori e comunque essere documentati i presupposti di urgenza e indifferibilità, a quel punto chiediamo che sia operata una cantierizzazione parziale, come accaduto in altre situazioni analoghe».

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