L'accusa
Strage dei treni ad Andria, definitive 14 assoluzioni. Ricorso in Cassazione solo contro due manager
La Procura generale impugna la sentenza di appello nei confronti degli ex direttori Nitti e Ronchi e di Ferrotramviaria: «Sapevano che il blocco telefonico è pericoloso»
La «quasi collisione» del 2014 aveva reso prevedibile lo scontro frontale tra treni del 12 luglio 2016, nel senso che aveva reso chiara l’insufficienza del sistema di blocco telefonico in uso sulla linea Ferrotramviaria: continuando a utilizzare un meccanismo obsoleto, l’impresa ferroviaria e i suoi vertici hanno accettato il relativo «rischio penale». È su questa base che la Procura generale ha impugnato la sentenza di assoluzione di secondo grado del settembre 2025 per tre soli imputati: l’ex direttore generale Massimo Nitti, l'ex direttore di esercizio Michele Ronchi e la stessa società.
Da ieri sono dunque diventate irrevocabili le 14 assoluzioni dell’ex presidente Enrico Maria Pasquini (avvocati Luigi Panella e Leonardo Iannone), dei dirigenti Giulio Roselli (avvocati Roberto Eustachio Sisto, Nicola Fabio de Feo e Michele Vaira), Francesco Pistolato (avvocati Antonio Falagario e Nicola Di Cosola) e Vito Mastrodonato (avvocati Mauro Petrarulo e Amleto Carobelli), dei capistazione Francesco Pistolato e Alessio Porcelli (avvocato Massimo Chiusolo) e dei dipendenti Francesco Giuseppe Michele Schilardi, Tommaso Zonno, Giandonato Cassano (avvocato Gaja Martinelli) e Antonio Galesi, dell’ex direttore generale del ministero Infrastrutture Virginio Di Giambattista (avvocato Guido Operamolla dell'Avvocatura di Stato), e degli ex vertici Ustif Alessandro De Paola (avvocato Vincenzo De Michele) e Pietro Marturano (avvocato Francesco Marturano), tutti già assolti sia in primo che in secondo grado al pari di Nitti e Ronchi, al pari di Ferrotramviaria condannata però a risarcire alcune delle parti civili...