La comunicazione durante il Consiglio
Bat, si dimettono undici consiglieri provinciali su dodici. Lodispoto: «Non lascio». Le elezioni già fissate il 12 aprile
Ventola (Fdi): «Probabilmente è l’unico Consiglio in Italia in cui i consiglieri si dimettono quasi all’unanimità, in cui sindaci non approvano il bilancio e chiedono al presidente di fare un passo indietro ma il presidente resta incollato alla poltrona»
Undici consiglieri provinciali di Barletta - Andria - Trani su 12, hanno rassegnato questa mattina le dimissioni. La comunicazione è stata riferita nel corso della riunione del Consiglio provinciale della Bat chiamato oggi in seconda convocazione all’approvazione del bilancio. Proprio ieri, il presidente della Provincia e sindaco di Margherita di Savoia, Bernardo Lodispoto ha indetto il rinnovo del Consiglio fissando le votazioni per il prossimo 12 aprile.
«Probabilmente il Consiglio provinciale della Bat è l’unico in Italia in cui i consiglieri si dimettono quasi all’unanimità, in cui sindaci non approvano il bilancio e chiedono al presidente di fare un passo indietro ma il presidente resta incollato alla poltrona diventando quasi un essere mitologico: un tutt'uno corpo- poltrona», dichiara Francesco Ventola, europarlamentare e responsabile provinciale di Fratelli di Italia Bat. «Confido in un sussulto di orgoglio e dignità da parte del presidente- aggiunge - lo meritano il territorio e la sua classe dirigente: Lodispoto faccia un passo indietro e consenta al territorio di autodeterminarsi».
Ma la risposta di Lodispoto va in un'altra direzione. «Non mi dimetto perché sarebbe un grave atto di irresponsabilità - ha dichiarato il presidente della Provincia di Barletta-Andria-Trani-. La legge Delrio non prevede la decadenza del presidente in caso di dimissioni del Consiglio - spiega Lodispoto - . Se lasciassi, l’ente sarebbe in mare aperto senza governo e ho troppo rispetto delle istituzioni per farlo. E questo i consiglieri dimissionari lo sapevano molto bene, ma hanno deciso ugualmente di allenarsi in esercizi da asilo nido».
Secondo Lodispoto, le dimissioni non sarebbero dovute «al mancato coinvolgimento nelle scelte amministrative», ma a un gesto contro la sua persona e contro le decisioni prese nelle scorse elezioni regionali. «Sarei reo - dichiara - di aver votato solo per il presidente Decaro senza fare campagna elettorale per i candidati al Consiglio regionale, una decisione che ha irritato il Pd tanto da far piombare l’ente in una crisi politica». «Ora, in ossequio alla legge, potrò finalmente procedere alle valutazioni sul bilancio che contiene interventi importantissimi per il nostro territorio - prosegue - . Con buona pace di chi ha pensato che mi spaventassi: sono molto tranquillo e ho tantissime cose da fare per la Provincia», diventata «una amministrazione che, grazie ai concorsi che abbiamo concluso e ai prossimi già in programma, gode finalmente di una macchina operativa ed efficiente con cui lavoriamo molto bene».
Le operazioni di voto del 12 aprile per il rinnovo del Consiglio si svolgeranno dalle 8 alle 20 nel seggio che sarà costituito nella sede degli uffici della Provincia a Trani», si legge del provvedimento in cui si ricorda che «sono eleggibili a consiglieri provinciali i sindaci e i consiglieri comunali». Entro fine marzo, dovranno essere presentate le liste «composte da un numero di candidati non superiore a 12 e non inferiore a 6, sottoscritte da almeno il 5 per cento degli aventi diritto al voto». Il mandato consiliare scade il prossimo 18 marzo.