Giustizia
Trinitapoli, mancano i fondi: a rischio il Giudice di Pace
La ragione risiede nella indisponibilità delle necessarie quote di bilancio, comunicata dai sindaci di San Ferdinando di Puglia e di Margherita di Savoia al collega di Trinitapoli.
L’ufficio del Giudice di Pace di Trinitapoli, che comprende anche San Ferdinando di Puglia e Margherita di Savoia, si avvia verso la soppressione. La chiusura è fissata il primo marzo 2026. Lo si apprende da una nota del sindaco di Trinitapoli, Francesco di Feo, inviata al presidente del Tribunale di Foggia e al ministero della Giustizia, e per conoscenza al Giudice di Pace. informandoli dell’impossibilità di proseguire nella gestione associata dell’Ufficio.
La ragione risiede nella indisponibilità delle necessarie quote di bilancio, comunicata dai sindaci di San Ferdinando di Puglia, Michele Lamacchia, e di Margherita di Savoia, Bernardo Lodispoto, al collega di Trinitapoli. Non potendo il Comune di Trinitapoli, da solo, sopportare l’onere finanziario del funzionamento dell’ufficio del Giudice di Pace, né, altresì, assicurare le risorse umane necessarie, il sindaco di Trinitapoli ha invitato il presidente del Tribunale di Foggia e il ministero della Giustizia ad adottare, ciascuno per la propria competenza, l’avvio delle misure di chiusura e trasferimento dell’Ufficio, a far data dal primo marzo 2026.
La volontà di non rinnovare, «per ragioni economiche», la convenzione per la gestione associata del servizio, a decorrere dal 01-03-2026, è stata comunicata, dagli altri due Comuni, al primo cittadino di Trinitapoli, con rispettive note del 01 dicembre 2025 (Margherita di Savoia) e del 03 dicembre 2025 (San Ferdinando di Puglia). La vicenda sta provocando polemiche da parte di consiglieri comunali di opposizione e avvocati nei tre Comuni. Il gruppo consiliare “Trinitapoli buona politica”, si chiede come mai la notizia sia stata resa pubblica dopo circa due mesi, senza portarla all’attenzione del consiglio comunale. Inoltre, nel far notare che i sindaci non hanno il potere di decidere da soli della sorte di un presidio di giustizia, ritiene urgente un incontro pubblico con i tre sindaci. Vittorio Emanuele Quarta, consigliere comunale di Margherita di Savoia, stigmatizza il mancato passaggio nei consigli comunali.
«È una scelta politica - afferma - che colpisce direttamente i cittadini dei tre Comuni. La giustizia non si smantella in silenzio. Costringere i cittadini a recarsi a Foggia è una resa del territorio». Per Ottavia Dipaola, consigliera comunale di San Ferdinando di Puglia, la possibile chiusura dell’Ufficio del Giudice di Pace, senza alcun confronto pubblico, rappresenta una ferita gravissima per il territorio. Significherebbe perdere un presidio fondamentale di giustizia di prossimità, con conseguenze pesanti: «Saremmo costretti - fa notare - a recarci a Foggia per cause di modesta entità, verbali, controversie civili, pratiche con disagi per gli anziani, e per gli stessi avvocati del foro».