Il caso

Caso Trani, Ruggiero imputato: contestato il falso ideologico

Isabella Maselli

Fissata la preliminare per il pubblico ministero che coordinò le indagini

Le dichiarazioni di un testimone contenenti accuse di tangenti al Comune di Trani, furono tra gli elementi che nell’autunno 2014 portarono all’arresto dell’allora vicesindaco Giuseppe Di Marzio, ex sindaco di Trani negli anni Novanta, finito in carcere con l’accusa di tentata concussione. A otto anni dai fatti viene fuori che il verbale con quelle dichiarazioni potrebbe essere stato falsificato. E a risponderne è il pm che coordinò le indagini sul «Sistema Trani», Michele Ruggiero, oggi sostituto procuratore a Bari. La Procura di Lecce ha chiesto il rinvio a giudizio per Ruggiero per il reato di falso ideologico. La vicenda contestata al magistrato risale al 6 settembre 2014, giorno in cui fu redatto il presunto falso verbale. Stando all’imputazione formulata dalla pm di Lecce Roberta Licci, Ruggiero avrebbe sintetizzato le parole di un testimone «in modo del tutto distonico rispetto alle effettive dichiarazioni», con riferimento al presunto coinvolgimento di Di Marzio in un episodio di richiesta di tangenti. Il pm avrebbe poi omesso di depositare il cd con la fonoregistrazione integrale della testimonianza, «la cui esistenza emergeva sono a novembre 2019» nell’ambito del dibattimento in corso a Trani, tuttora in corso. Dalla nuova trascrizione delle dichiarazioni del testimone è emerso che nel precedente verbale sarebbero state «assemblate affermazioni rese in momenti diversi nel corso della lunga escussione, in una consequenzialità logica non coerente con le effettive informazioni rese dal teste». L’udienza preliminare nei confronti di Ruggiero inizierà il 15 settembre dinanzi alla gup di Lecce Giulia Proto. L’inchiesta di Ruggiero sul «Sistema Trani» provocò una vera bufera giudiziaria, di fatto decapitando la giunta guidata dall’allora sindaco Luigi Nicola Riserbato, anche lui finito ai domiciliari. Alcuni imputati hanno poi denunciato di essere stati tirati in ballo sulla base di accuse infondate. Denunce nei confronti dello stesso pm Ruggiero che gli sono costate un altro procedimento a Lecce su presunte minacce a testimoni, anche questo attualmente in fase di udienza preliminare. Intanto il processo a Trani è ormai alle battute finali e molti dei reati contestati sono ormai prescritti. Di Marzio fa sapere di aver rinunciato alla prescrizione. Dopo aver scoperto del presunto falso verbale ha quindi presentato l’esposto sulla base del quale i magistrati salentini hanno chiesto ora il rinvio a giudizio per il collega barese e, assistito dall’avvocato Enrico Capurso, annuncia che si costituirà parte civile nell’udienza preliminare di settembre nei confronti del pm Ruggiero. «Lo stesso pm che ha richiesto il mio arresto - dice Di Marzio - stroncando la mia attività professionale, la mia attività politica oltre che la mia immagine più in generale, stando al capo di imputazione formulato nei suoi confronti, ha falsificato il verbale di sommarie informazioni su cui ha costruito il mio arresto, riportando delle dichiarazioni in modo del tutto distonico rispetto a quanto effettivamente riferito dal soggetto sentito».

«Il falso - replica Michele Ruggiero - è stato documentalmente sconfessato. Sono assolutamente sereno sulla correttezza e trasparenza della mia azione, come si dimostrerà al giudice. Sono solo (le denunce in mio danno) funzionali a influenzare il processo in corso a Trani e da me istruito: una inchiesta che la magistratura di Potenza ha già accertato essere stata osteggiata a vari livelli».

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