Sabato 04 Aprile 2026 | 15:55

Omicidio Claps Elisa viva nel sottotetto Impronte di 6 individui

Omicidio Claps Elisa viva nel sottotetto Impronte di 6 individui

Omicidio Claps Elisa viva nel sottotetto Impronte di 6 individui

 
Omicidio Claps Elisa viva nel sottotetto Impronte di 6 individui

Sabato 20 Novembre 2010, 14:58

02 Febbraio 2016, 22:34

ROMA – Nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità di Potenza, dove il 17 marzo scorso è stato trovato il cadavere della studentessa Elisa Claps, che era scomparsa nel 1993, sono state trovate impronte parziali "impresse, conservativamente, da almeno sei differenti tipi di calzature". Lo scrive – secondo quanto si apprende – il perito Eva Sacchi, incaricata di svolgere una consulenza merceologica nell’inchiesta che vede Danilo Restivo, di 38 anni, accusato dell’omicidio della studentessa. 

Le impronte sono state confrontate con quelle delle scarpe dei tre operai che trovarono in cadavere, con quelle di un paio di scarpe trovare abbandonate lungo una scala che conduce al sottotetto e con le scarpe della vittima stessa. "Nessuna delle impronte trovate nel sottotetto – scrive il perito – è stata impressa dalle calzature di confronto". 

Inoltre, "le impronte dei tre operai, che pur risultano saliti nel sottotetto, non sono state individuate". Il perito, confermando una indiscrezione trapelata nei giorni scorsi – evidenzia che la presenza di un sassolino nel tacco della scarpa di Elisa, compatibile con altri analoghi trovati nel sottotetto, fa ritenere verosimile al perito che la vittima sia arrivata viva nel locale e che vi abbia camminato.

ORE 15.14 - TEGOLE DI TRE TIPI, APERTURA TETTO CON USO CACCIAVITE
Almeno tre diverse tipologie di tegole sono presenti nel tetto e nel sottotetto della Chiesa della Trinità di Potenza, dove il 17 marzo scorso è stato trovato il cadavere di Elisa Claps, scrive sempre il perito Eva Sacchi, 
La prima tipologia è stata utilizzata per la copertura del locale dove è stato trovato il cadavere, la seconda per sostituire tegole danneggiate, la terza costituisce per intero il tetto di alcuni dei locali adiacenti a quello di ritrovamento del cadavere. IL frammento di tegola e la tegola trovati vicino al cadavere o a diretto contatti con il cadavere sono risultati tutti di materiale della stessa tipologia, probabilmente usato inizialmente per la copertura di tutto il tetto. 

Attraverso il "toolmark", metodo che si basa sullo studio delle impronte lasciate da utensili, il perito – come anticipato alcune settimane fa– ha confermato che l’apertura nel tetto, immediatamente sopra al cadavere, è stata realizzata "frettolosamente e senza metodo", con l’ausilio di uno strumento "con una punta piatta, larga dai 3 ai 3,5 mm o poco più e spessa circa un millimetro, come, per esempio, un 'cacciavite spaccato' di piccole dimensioni". 

ORE 15.16 - PERITO: FIBRE NON UTILI PER RICOSTRUZIONE DELITTO 
Le fibre di vario genere acquisite subito dopo il rinvenimento, che risale al 17 marzo scorso, della salma di Elisa Claps nel sottotetto della Chiesa della Trinità di Potenza e nei locali vicini "non sono da considerare come reperti utili alla ricostruzione degli eventi. Lo scrive - secondo quanto si apprende – il perito. Fibre di vario genere furono rinvenute sul cadavere, sugli indumenti, a ridosso di alcune tegole, nell’acquaio di un lavandino e su alcuni tappeti.

"Se si tiene conto del fatto che il numero di fibre su un corpo si disperde velocemente nell’arco di 24-48 ore dal trasferimento su di esso – scrive il perito Sacchi – è evidente come le probabilità di rinvenire, dopo 17 anni, fibre inequivocabilmente riferibili all’evento delittuoso, siano drammaticamente basse. E’ altresì evidente come questo lungo periodo di tempo abbia plausibilmente esposto la scena a inquinamenti e trasferimenti multipli.. Sulla base di queste semplici considerazioni, risulterebbe estremamente pericoloso avanzare ipotesi di compatibilità in quanto aumenterebbe la possibilità di attestare falsi positivi. Questo – aggiunge il perito – ci porta a concludere che le fibre non debbano essere considerati come reperti utili alla ricostruzione degli eventi".

ORE 16:04 - IL BOTTONE ROSSO PUO' ESSERE DI UN CARDINALE O DI UN VESTITO COMUNE
Il bottone di colore "rosso ponsò " rinvenuto vicino al cadavere, è stato confrontato con alcuni bottoni acquistati in mercerie comuni e in sartorie per abiti ecclesiastici; e con i bottoni di due abiti talari – uno di colore paonazzo, con bottoni e filettature paonazzo, l’altro nero con filettatura e bottoni rosso ponsò – ritrovati in un armadio nei locali della Chiesa della Trinità, ma non sono state rilevate compatibilità. 
Il bottone trovato nel sottotetto - spiega il perito – "potrebbe essere appartenuto sia a un abito talare, sia a un abito comune"; inoltre, "ammettendo l'appartenenza del bottone ad un abito talare, dato il particolare tipo di rosso (rosso ponsò), il bottone potrebbe essere appartenuto ad un abito cardinalizio". 

ORE 16:10 - L'ASSASSINO HA TAGLIUZZATO I VESTITI DI ELISA DOPO LA SUA MORTE PER LUNGO TEMPO
Verosimilmente con l’intento da parte dell’aggressore di "accedere al corpo della vittima dopo la morte", vari tagli – ha accertato il perito Sacchi – furono praticati dall’assassino, con una forbice "di medie dimensioni" e una lama "monotagliente", su tutti gli indumenti di Elisa Claps (ad eccezione delle spalline): il reggiseno, lo slip, il top, la maglia ed il pantalone. "Il taglio di tutti i vestiti - scrive Eva Sacchi – e lo spostamento di alcuni di questi (operazioni svolte probabilmente anche rivoltando il corpo), necessitano che l’aggressore abbia continuato ad agire sul corpo stesso per un tempo relativamente lungo dopo la morte, o comunque dopo che la vittima non era più in grado di opporre una qualsiasi resistenza". 
Quanto allo slip, Sacchi sostiene che durante l’autopsia fu tagliato dal medico legale Francesco Introna sul "margine esterno sinistro", mentre lo stesso Introna, nella sua relazione, aveva scritto di aver tagliato la mutandina "in corrispondenza del fianco destro".
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