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Claps, da Londra: «Politici e ufficiali coprirono Restivo» Il video dell'arresto

Claps, da Londra: «Politici e ufficiali coprirono Restivo» Il video dell'arresto

Claps, da Londra: «Politici e ufficiali coprirono Restivo» Il video dell'arresto

 
Claps, da Londra: «Politici e ufficiali coprirono Restivo» Il video dell'arresto

Domenica 23 Maggio 2010, 09:06

02 Febbraio 2016, 21:50

LONDRA - Danilo Restivo, il 38enne potentinoincriminato in Gran Bretagna per l’omicidio della sarta Heather Barnett, sarebbe stato “coperto” da alcuni personaggi, tra cui esponenti politici e pubblici ufficiali, dopo la sparizione di Elisa Claps. Una vera e propria “cospirazione”, tesa a “lavarsi le mani” del caso e che avrebbe permesso a Restivo di trasferirsi nel Regno Unito. 

A delineare questo scenario – con una lettera-denuncia spedita via fax al Guardasigilli Angelino Alfano – è Giovanni di Stefano, legale di Omar Benguit, il giovane condannato per l’omicidio, avvenuto a Bournemouth il 12 luglio del 2002, della studentessa coreana Oki. 

Di Stefano, che ha sempre sostenuto l’innocenza del suo assistito, condannato dopo una serie di processi controversi, chiede un’inchiesta per far luce su tutte le zone d’ombra che ruotano intorno alla vicenda Restivo. In particolare, il legale cita una presunta nota dei servizi di sicurezza italiani in cui si direbbe che Restivo, all’età di 17 anni, ha “puntato un coltello alla gola del cugino, provocandone il ferimento” con conseguente visita al pronto soccorso. 

La lettera mette anche in dubbio la correttezza della condotta del Questore di Potenza dell’epoca, Antonio Mastrocinque, e del ministro della Giustizia Alfredo Biondi. 

In sintesi, di Stefano denuncia l’esistenza di una rete di protezione vicina alla famiglia di Danilo Restivo. 

“Permettendo il trasferimento di Restivo in Gran Bretagna – continua la lettera – (questi individui) si sono resi direttamente responsabili di almeno un omicidio”. “Noi – conclude - crediamo che gli inquirenti italiani, o parte di essi, fossero a conoscenza della pericolosità di Danilo Restivo”. 
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Gran parte delle notizie contenute in questo articolo non sarebbe stato possibile pubblicarle qualora fosse già entrato in vigore il cosiddetto «disegno di legge Alfano sulle intercettazioni» che nell’attuale versione proibisce la diffusione del contenuto, anche per riassunto, di qualunque atto giudiziario prima dell’inizio del processo.
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