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In Basilicata nuovo appello per salvare il Centro di dialettologia lucana
La mancata erogazione dei 30mila euro necessari per le attività del Centro, collegato all’Unibas, potrebbe costare la chiusura e impedirebbe di portare avanti un progetto che potrebbe dare lavoro ad oltre 150 persone
Non solo il rischio di perdere un “bene culturale inestimabile” ma anche la possibilità di non portare avanti un progetto che potrebbe dare lavoro ad oltre 150 persone. La mancata erogazione dei 30mila euro necessari per le attività del Centro internazionale di dialettologia, collegato all’Unibas, potrebbe avere questi riflessi. La chiusura della struttura e di conseguenza anche lo stop della “proposta operativa” che la direttrice del Centro, Patrizia Del Puente, docente di glottologia e linguistica presso l’Università degli studi della Basilicata, ha lanciato. Secondo la professoressa, infatti, il Centro potrebbe formare, a titolo gratuito, personale, accreditandolo come dialettologo per poi impiegarlo in attività scolastiche legate alla riscoperta delle tradizioni e delle proprie radici. Una nuova figura professionale, dunque, inserita in quella che la docente universitaria definisce “una proposta operativa”. “Si potrebbero utilizzare i fondi Pon del Ministero ed i fondi Por destinati a progetti di interesse regionale per realizzare un progetto sulla riscoperta delle radici e per avvicinare i ragazzi alla cultura locale. Molte scuole fanno attività extracurriculari invece sarebbe bello fare un progetto unitario che metta insieme le scuole medie della Basilicata per fare dialettologia scolastica – spiega la docente universitaria – Il Cid farebbe corsi gratuiti di preparazione e di abilitazione per conseguire il titolo di dialettologo scolastico ed in questo modo, con tutte le scuole medie presenti sul territorio, si potrebbe dare lavoro ad oltre 150 persone. Ci sarebbe, quindi, una ricaduta lavorativa ed un lavoro di salvaguardia delle tradizioni”.
Insomma, una occasione per creare posti di lavoro e per mantenere, nello stesso tempo, i legami con il territorio. “Il progetto è mirato ad avvicinare i ragazzi alle loro radici e la Basilicata potrebbe diventare protagonista di un progetto pilota, strutturando un modello che potrebbe essere esportato al di fuori dei confini regionali” aggiunge ancora la professoressa Del Puente. La “proposta operativa”, però, deve fare i conti con l’erogazione dei 30mila euro necessari ad evitare la chiusura del Centro. In queste ore le diverse parti sono al lavoro per provare a trovare una soluzione. Si tratta, però, di un conto alla rovescia considerato che è la fine del mese la data ultima per evitare lo stop delle attività, a cui lavorano, tra l’altro, sette ricercatrici. In prima linea nella difesa del Cid e nel richiamo all’erogazione dei finanziamenti già approvati dal Consiglio Regionale ci sono i sindaci e la sezione lucana della loro associazione.
Dopo gli appelli delle ultime settimane alle Istituzioni regionali affinché “la memoria della nostra terra non venga dimenticata” i primi cittadini di molti comuni lucani potrebbero, proprio oggi, partecipare alla seduta del Consiglio Regionale prevista nel pomeriggio per sollecitare l’erogazione dei fondi necessari ad evitare la chiusura del Centro internazionale di dialettologia.