i dati
Basilicata, mercato del lavoro in flessione: solo 49mila nuove assunzioni
Ma tre su quattro sono a tempo determinato, il 47% è under 30
Nel 2025 il mercato del lavoro in Basilicata ha subito una leggera flessione rispetto al 2024. La previsione di assunzioni dell’anno appena concluso ha sfiorato le 49mila unità, evidenziando un rallentamento rispetto al 2024, quando le nuove entrate avevano superato il tetto delle 55mila unità. I dati sono stati forniti dal bollettino annuale del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro.
Nel 2025 in Basilicata, su quasi 49.000 entrate previste dalle imprese, tre su quattro sono state a tempo determinato e se da un lato è calata di poco la difficoltà di reperimento da parte delle imprese, relativamente ai giovani under 30 la forbice è salita al 53%. Tra i titoli scolastici più richiesti ci sono i diplomi professionali e quelli della scuola dell’obbligo. Invece sono state solo il 7,6% le nuove assunzioni che hanno riguardato i laureati, Una percentuale davvero bassa per una regione che necessità di riprendere a crescere. A livello provinciale invece la domanda di lavoro si è divisa tra le 25.410 entrate a Matera e le 23.360 a Potenza, ed anche questi dati fotografano il momento poco brillante del capoluogo di regione.
“Sui numeri del bilancio annuale – secondo gli esperti di Unioncamere - pesano due aspetti, su tutti: la precarietà e il disallineamento tra domanda e offerta. Per quanto concerne la natura dei contratti, il mercato lucano si conferma fortemente orientato verso la flessibilità: il 74,3% delle assunzioni previste è stato a tempo determinato, mentre solo l’11% dei nuovi ingressi è avvenuto con contratto a tempo indeterminato. Rispetto alle persistenti difficoltà di reperimento, erano del 46% nel 2024 e sono state del 44% nel 2025. La causa principale di questa criticità è la mancanza di candidati (28,4%), seguita dall’inadeguatezza della preparazione (13,4%). I settori che soffrono maggiormente questo fenomeno sono la sanità e l’assistenza sociale, con punte del 60% di difficoltà, e le costruzioni (58%)”.
Dal 2025 emerge un sistema produttivo con una domanda occupazionale abbastanza ampia - quasi il 70% delle aziende lucane ha previsto di assumere personale -, ma che deve confrontarsi con persistenti criticità delle competenze. Solo il 22% delle entrate è stato destinato ai giovani under 30, una fascia d’età dove la difficoltà di reperimento raggiunge il 53%. Sul fronte della formazione, tenendo però conto che solo il 44% delle imprese ha effettuato formazione nel 2025, il mercato del lavoro lucano ha prediletto i titoli tecnici e professionali: quello più richiesto è stato la qualifica o diploma professionale, con ben 17.540 entrate, seguita dalla scuola dell’obbligo (16.180) e dal diploma secondario (10.620). Anche la trasformazione digitale sta cambiando il mondo del lavoro lucano con l’acquisizione di nuove competenze tecnologiche: il 77,4% delle entrate ha richiesto competenze digitali, mentre il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale sono stati ritenuti requisiti importanti per il 58,1% dei profili.
“Il nostro impegno - dichiara il presidente della Camera di commercio della Basilicata, Michele Somma - sarà quello di rafforzare il dialogo tra scuola, università e imprese. Non possiamo permettere che migliaia di opportunità restino inevase perchè manca il ‘saper fare’ tecnico, trasversale o digitale. La sfida per il 2026 è chiara: dobbiamo investire nell’orientamento e nella formazione, soprattutto professionale, per garantire da un lato che emergano i reali bisogni, e dall’altro che la domanda di lavoro delle nostre aziende trovi risposte concrete nel capitale umano del nostro territorio”.