Piano di revisione

Basilicata, la Regione mantiene le quote in quattro società partecipate

ANTONELLA INCISO

La più rilevante sul piano gestionale è in Acquedotto Lucano, ma riguardano anche Api Bas spa, Sel spa e Sviluppo Basilicata. «No a interventi di fusione, soppressione, messa in liquidazione o dismissione»

“Si conferma il mantenimento della partecipazione nelle società Acquedotto lucano spa, Api Bas spa, Sel spa e Sviluppo Basilicata senza procedere ad interventi di fusione, soppressione, messa in liquidazione o dismissione”. E’ questa una parte delle conclusioni del Piano di revisione periodica delle Partecipazioni detenute, direttamente o indirettamente, dalla Regione Basilicata per il 2025.

In particolare, la revisione - approvata con una delibera dalla Giunta regionale nei giorni scorsi per, poi, essere trasmessa alla Corte dei Conti ed alla Ministero - si è chiusa con la conferma delle attuali società senza la necessità di alcuna procedura di razionalizzazione. Secondo quanto viene messo in luce nel Piano, infatti, per quanto riguarda il “Consorzio Aeroporto di Salerno-Pontecagnano”, nel quale la Regione detiene una quota di partecipazione, “sarà monitorata la procedura di liquidazione deliberata dall’assemblea societaria”, mentre per la “Lucandocks Spa” – viene sottolineato nel Piano – “la Regione, anche per il tramite dell’Avvocatura, continuerà a raccordarsi con il consocio Camera di Commercio per la conclusione della medesima procedura arbitrale ed assicurare il buon esito della procedura.

Sarà pertanto monitorata la procedura arbitrale prevista dall’art. 40 dello Statuto societario finalizzata al completamento dell’iter di dismissione e conseguenziale liquidazione della quota di partecipazione”. Indicazioni, inoltre, vengono previste per “Sviluppo Basilicata Spa” per la quale “si raccomanda la sollecita conclusione delle procedure di dismissione delle partecipazioni indirette nelle società Start Up”. Per quanto riguarda “Acquedotto Lucano” diverse sono le indicazioni previste. Secondo quanto continua ancora il dossier, infatti, “si raccomanda alla società la sollecita approvazione della modifica dello Statuto ai fini della concreta attivazione del controllo analogo congiunto, come sollecitato e prescritto dalla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, e alla relativa costituzione e attivazione del previsto Comitato direttivo”.

“Si raccomanda, con l’adozione del Regolamento di funzionamento e controllo del menzionato Comitato, - continua ancora il Piano - che sia prevista l’elaborazione di un report periodico attestante i risultati derivati dall’attività di controllo e che evidenzi gli esiti e i risultati, in particolare economico-finanziari, conseguiti dalla società, anche al fine di assicurare l’esame degli stessi da parte della Giunta regionale in sede di adozione del Piano di revisione periodica”. Per quanto riguarda la società “Acqua spa”, invece, viene spiegato che essa “è stata posta in liquidazione non per effetto del menzionato processo di revisione straordinaria ma in forza di una specifica legge regionale antecedente al Piano stesso”. Nell’analisi sulla situazione delle società partecipate della Regione, tra l’altro, viene anche evidenziato il rapporto tra i costi di funzionamento ed il valore della produzione. Nel dettaglio, secondo quanto è specificato, ad avere il valore della produzione in pareggio o in riduzione rispetto ai costi della produzione sono la società “Api – Bas” e la Società energetica lucana (per le quali considerato “il 2025 come “anno zero”, si terrà conto – ai fini di eventuali misure di razionalizzazione – della tendenza della società alla riduzione del rapporto spese di funzionamento e valore della produzione sulla base del raffronto della media dei trienni 2022-2024 e 2023-2025).

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