Il caso

Molfetta, l’ennesima baby gang aggredisce un gruppo di ventenni

Matteo Diamante

Quattro ragazzi finiti al Pronto soccorso. Carabinieri sul posto

Ancora violenza a Molfetta tra bande di giovanissimi. Un episodio che ha scosso una tranquilla serata di primavera in un centro, finalmente, animato dal passeggio. Ed è invece tornata la paura l’altra sera tra Corso Dante e la Piazza Garibaldi dove una gang composta da almeno sette coetanei ha aggredito «senza alcun motivo» - hanno affermato alcuni testimoni - quattro ragazzi, presumibilmente ventenni. L’episodio si è verificato dinanzi a diversi testimoni quasi impotenti dinanzi alla furia della banda di delinquenti. Le forze dell’ordine, seppure allertate, non hanno potuto identificare i responsabili dileguatisi in pochissimo tempo e lasciando a terra i quattro ventenni. Per loro sono state necessarie le cure dei sanitari del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Molfetta che hanno constatato traumi da colluttazione.

«Un’altra notte, un altro episodio di violenza tra giovanissimi a Molfetta – è stato il commento di Gabriele Vilardi, segretario della locale sezione di AVS - Percosse, schiaffi, lanci di bottiglie. Questa storia, l’ennesima di violenza, succede ancora una volta in pieno centro, non in periferia. Un segnale d’allarme ancor più grave di come Molfetta in balia da tempo di un imbarbarimento non solo sociale ma anche civile che attraversa in modo omogeneo la sua comunità. Possibile che non si riesca a fermare il fenomeno delle baby gang?».

Ed effettivamente il fenomeno continua ad essere in forte ascesa. Dopo un periodo di apparente quiescenza, gli episodi sono tornati prepotentemente a terrorizzare la comunità. «Dietro c’è la mancanza di punti di riferimento positivi – prosegue Vilardi - sostituiti da modelli sbagliati e falsi, meno spazi educativi di aggregazione capaci di intervenire, adulti sempre più distanti, autorità insufficienti. La risposta non può essere solo repressiva. Servono controlli, ma anche prevenzione, ascolto, presenza. Perché questi ragazzi non sono solo il problema, ma il sintomo ed ignorarlo oggi significa pagarlo molto più caro domani». L’episodio fa il pari con l’auto danneggiata lo scorso 21 marzo e la vetrina mandata in frantumi ad inizio della settimana scorsa a pochi metri da Corso Umberto. L’aggressione di venerdì sera non sarebbe un caso secondo le ricostruzioni delle forze dell’ordine ma potrebbe essere legata a regolamenti di conti fra bande di giovanissimi. Al vaglio dei carabinieri, a cui non sarebbe stata formalizzata ancora nessuna denuncia, ci sono le immagini di videosorveglianza della zona. Queste ultime potrebbero essere utili a ricostruire la vicenda e capire se gli eventi di queste settimane a Molfetta possono essere accomunati. Nelle ultime ore a prendere la parola sono stati anche i residenti del centro città. «Sappiamo che non è semplice, ma la situazione va affrontata di petto e stroncata prima che possa dilagare ancora – hanno commentato, replicando anche alle parole di Gabriele Vilardi, segretario cittadino di AVS - L’arrivo della “bella stagione” è destinata ad acuire il problema ed è per questo che va messo da parte il buonismo ed affidarsi proprio alla repressione. Una città in queste condizioni può solo diventare un far west in mano alla criminalità».

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