serie b
Longo indica la strada: «Bari, occhio ai dettagli»
«Il Monza? Avversario forte in tutti i reparti. Noi ripartiamo dalla prestazione offerta contro il Modena»
Ultimi riflessi prima della partenza. Pochi concetti da fissare nella testa e nelle gambe. Il Bari si prepara alla trasferta di Monza (fischio d’inizio alle 19,30) con la consapevolezza di avere davanti un ostacolo di alto profilo, ma anche con la convinzione di potersela giocare. Moreno Longo traccia la rotta con lucidità e misura.
«Servirà offrire una prestazione di altissimo livello - dice il tecnico dei biancorossi - perché affronteremo una grande squadra, che finora ha fatto un campionato importante. Un Monza con giocatori di grande qualità. Devi cercare di fare una partita importante sotto tutti gli aspetti per approfittare di una possibilità sempre aperta».
Parole che raccontano rispetto, ma non timore. Perché anche nelle gare più complicate si nasconde uno spiraglio. In un contesto del genere, può diventare decisiva la capacità di valorizzare le proprie armi, come nel caso di Rao, sempre più dentro i meccanismi offensivi biancorossi: «Mi piace parlare di atteggiamento di squadra. È sotto gli occhi di tutti quali siano i pregi e i difetti di ogni singola squadra. Rao sta lavorando bene, ma va lasciato in pace, sereno per esprimersi ancora su questi livelli. Ha già cambiato il suo modo di interpretare le partite. Prima era isolato sulla sinistra. Adesso spesso si accentra e va a lavorare più da seconda punta che da esterno. Una codifica più difficile da prendere. Le partite non le vince un solo calciatore. Rao fa bene perché è messo nelle condizioni di farlo».
Il concetto di collettivo ritorna anche nelle valutazioni sugli esterni, dove le soluzioni restano aperte e modulabili in base alla partita. Piscopo e Dorval rappresentano due opzioni compatibili, non alternative: «Hanno anche giocato insieme. Piscopo a destra, Dorval a sinistra. Uno non esclude l’altro. La scelta la faremo in base alla condizione dei singoli, del tipo di avversario. Anche il Monza ha esterni molto validi. Dovremo accoppiarci nella maniera migliore».
Nel momento cruciale della stagione, però, Longo evita di puntare il dito sui singoli. La richiesta è diffusa, quasi corale: «Sarebbe scorretto pretendere qualcosa in più da un singolo. Qualora anche ci fosse, ne parlerei a quattr’occhi con lui. Non in piazza. Tutti dobbiamo fare qualcosa di straordinario, anche oltre le aspettative. La bagarre è serratissima e le partite sono poche. Ogni situazione e la cura dei dettagli fanno la differenza». E allora niente calcoli, nessuna distinzione tra avversari: «Non si può guardare il tipo di avversario e non si possono fare calcoli. La B insegna questo. Adesso, la testa deve essere solo al Monza. Non esiste altro obiettivo. Tutte le partite sono da giocare».
Un peso specifico importante lo avranno anche i cambi, capaci spesso di orientare gli equilibri: «I subentranti sono determinanti. Col Modena li ho azzeccati tutti - scherza - . I ragazzi devono capire che si può essere determinanti anche per pochi minuti. Mi auguro che ricapiti quanto successo contro il Modena, impattando nel modo giusto». E sul centrocampo, reparto talvolta discontinuo: «Non giudico mai nel raggio temporale di una partita. I singoli segnali sono da analizzare, prendere con le molle. Non posso cambiare giudizio ogni settimana, ma essere equilibrato e ragionare con una gittata ampia».
Il Monza, terzo in classifica e reduce da tre pareggi che hanno creato qualche malumore nell’ambiente brianzolo, resta comunque un cliente di valore assoluto. Ma la vera sfida, per Longo, è tutta interna: «La preoccupazione più grande siamo sempre noi che dobbiamo stare al 110 per cento. Esigo un Bari focalizzato sui dettagli, i compiti e gli aspetti tattici e mentali per affrontare una partita come quella di Monza. I lombardi hanno qualità in tutti i reparti, hanno giocatori che c’entrano poco con la B. Se guardiamo i nomi, leggiamo una rosa profonda e di qualità eccelsa. Una squadra che ha un modo di stare in campo con esperienza e diffuse risorse». Infine, uno sguardo a Moncini, simbolo di una crescita condivisa: «Non giudico il trascorso precedente. Sono felice che oggi sia con noi. Un giocatore forte. Un attaccante che in B doveva andare in doppia cifra più volte. Mi fa piacere allenarlo. Lavora sodo, dedicandosi anche al miglioramento delle due fasi di possesso e non».