la richiesta
Bari, il deserto di via Manzoni tra lavori e ritardi. I commercianti: «Così rischiamo la chiusura»
«Le piogge hanno rallentato il cantiere, il futuro è un’incognita. Anche negli isolati rinnovati non passa nessuno: serve subito un piano di rilancio»
Scontrini fiscali da poche centinaia di euro al giorno per confermare una crisi inesorabile acuita dagli effetti del cantiere. Isolati deserti e saracinesche abbassate, persino dove i lavori sono terminati. Eppure, non manca chi sopporta i lavori con il sorriso, sperando in un rilancio che riporti i fasti di un tempo. «Urge una piano di rilancio per via Manzoni: altrimenti sarà una strada nuova, ma vuota».
Il cuore del quartiere Libertà è scandito dalle saracinesche abbassate dai locali vuoti da molti anni e soprattutto dai lavori di riqualificazione avviati lo scorso 15 ottobre e finanziati da un investimento di quasi sette milioni finanziati con fondi Pnrr. Il progetto prevede zone scandite dalla mobilità sostenibile e dalla connotazione ecologica: 750 metri saranno ripensati con un unico piano calpestabile che nel primo tratto vede il ripristino della chianca storica, mentre la parte seguente giocherà tra tradizione e modernità. Prevista anche una nuova illuminazione pubblica, filodiffusione, videosorveglianza, una vegetazione ad alto fusto e a chioma alta. Gli interventi sono ormai avviati sull’intera strada partendo da corso Italia fino a toccare piazza Garibaldi.
Incassi crollati Il primo segmento partendo da corso Italia è pressoché completo, ma è anche la zona in cui la crisi del commercio è più evidente: le attività ancora aperte si contano sulle dita di una sola mano. «Siamo qui da cinquant’anni, ma chissà quanto potremo ancora resistere», è il pensiero di Paolo Ranieri, titolare di una macelleria storica. «Siamo stati i primi ad essere coinvolti dal cantiere partito lo scorso ottobre, i lavori sono stati piuttosto lenti e i miei incassi sono crollati: spesso non si va oltre i 150 euro al giorno che non bastano a coprire le spese vive. Le difficoltà di viabilità e la totale assenza di posti auto rendono impossibile l’arrivo della clientela dal San Paolo che per me è sempre stata determinante. Molti esercenti sono contenti della pedonalizzazione, ma la crisi di via Manzoni iniziò proprio con il primo tentativo di chiusura al traffico. I negozi hanno chiuso uno dopo l’altro, ma nessuno se n’è preoccupato. Insieme alla riqualificazione sarebbe stato necessario un programma ad ampio raggio per rilanciare la zona. Senza una visione in prospettiva, ci terremo soltanto i disagi».
«Decoro carente, zona dimenticata» Sul terzo isolato compaiono ormai la basole a trama di tessuto «Qui il commercio è morto. Mancano pulizia, cura dei particolari e ordine», aggiunge Vito Carbonara, titolare della «Bottega del Telefonino», un riferimento da oltre venticinque anni. «Vivo da sempre in via Manzoni: prima qui arrivavano dalla provincia per comprare a prezzi convenienti, invece ora in tante ore della giornata si vive il più totale deserto. Mi chiedo che cosa accadrà alla fine dei lavori. Sarebbero necessari incentivi per realizzare nuovi negozi, magari per attirare anche qualche grande marchio o attività di food che siano aperte anche la sera Altrimenti, la strada potrà anche essere bellissima, ma, dopo la curiosità iniziale, nessuno verrà a vederla».
«Non spegniamo le luci» «Dobbiamo ritrovare luminosità», afferma Alessio Caserta, titolare del negozio d’abbigliamento «Pupe». «Per troppo tempo siamo stati una zona buia: ora occorre dinamismo, freschezza, idee. Chi ha avuto il coraggio di investire in via Manzoni ora ne attende l’evoluzione: ben venga il restyling perché altrimenti non ci sarebbe stato futuro. Il cantiere sicuramente ha ridotto il passaggio, ma non ci scoraggiamo: compensiamo un po’ con la vendita on line o con il passaparola sulla nostra clientela. Sopportiamo il disagio sperando di goderne il beneficio. Vogliamo far capire che possiamo tornare ad essere la strada di tutti, come negli anni ‘90. Prendiamo marchi giovani, dinamici, a prezzi assolutamente accessibili. Se davvero i lavori si concluderanno a giugno, immagino una grande sfilata con i capi estivi per festeggiare la rinascita della strada».
«La riqualificazione è comunque un’opportunità», afferma Luigi Sasanelli, Luigi Sasanelli, titolare delle confezioni uomo «Asso». «Ma occorre assolutamente un rinnovamento: nuovi imprenditori che rendano la zona più attrattiva. Ora attendiamo che i lavori più impattanti finiscano. Le piogge della settimana santa hanno decisamente rallentato i lavori: speriamo che il tempo si possa recuperare. Poi, però, sarà indispensabile inventarsi qualcosa. Ma almeno ci saranno i presupposti garantiti da una strada nuova. Già ora molti turisti alloggiano nei bed&breakfast della zona. Se offriremo un luogo bello, riusciremo far scoprire una delle essenze dimenticate della nostra città. In caso contrario, rischiamo di chiudere prima noi del nuovo decollo del quartiere».