Il caso
I 3.500 clienti spiati dal bancario di Bitonto, multa da 32 milioni per Intesa: «Non ha protetto la privacy dei correntisti»
Il Garante sanziona l'istituto dopo il caso dell'ex dipendente Vincenzo Coviello: «Gli accessi abusivi segnalati parzialmente e in ritardo». Ancora aperta l'inchiesta della Procura di Bari
A luglio 2024 Intesa San Paolo avrebbe fornito una segnalazione «largamente incompleta» e in «significativo ritardo» rispetto agli accessi abusivi ai sistemi informatici di Vincenzo Coviello, l’ex addetto alla filiale Imprese di Bisceglie accusato di aver violato le informazioni finanziare di 3.572 clienti tra cui numerosi esponenti politici di rango nazionale. È per questo che giovedì scorso l’Autorità garante per la privacy ha inflitto alla banca una maximulta da 31,8 milioni di euro, rilevando l’«atteggiamento non adeguato» nella gestione degli adempimenti previsti dalle norme in materia di tutela dei dati personali.
Coviello, bitontino, 54 anni, è indagato dalla Procura di Bari per accesso abusivo ai sistemi informatici e tentato procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato in un’inchiesta (non ancora chiusa) coordinata dal procuratore Roberto Rossi. Il caso emerse nell’ottobre 2024, dopo che l’uomo era stato già licenziato da Intesa: proprio la pubblicazione della notizia sui giornali indusse la Procura a eseguire una perquisizione nei suoi confronti sospettando - tra l’altro - che Coviello agisse per conto di qualcun altro. Nell’elenco degli accessi abusivi le sorelle Giorgia e Arianna Meloni, l’ex della premier Andrea Giambruno, i ministri Crosetto, Fitto e Santanché, gli ex premier Matteo Renzi, Enrico Letta e Mario Draghi, ma anche Michele Emiliano, Nichi Vendola, Antonio Decaro, ma anche personaggi noti del mondo dello spettacolo e anche diversi suoi conoscenti...