«Polignano, prescritti gli abusi edilizi a Cala Paura». La sentenza su Punta Perotti evita la confisca

Il Tribunale di Bari ha restituito le aree sequestrate nel 2020: dovevano ospitare un orto botanico, erano state trasformate in residence

La prescrizione delle ipotesi di reato di abuso edilizio ha portato alla revoca della confisca e quindi alla restituzione delle aree di «Cala Paura» a Polignano, di fronte al residence «Alba Chiara» dove erano state realizzate opere abusive per trasformare due trulli in villette vacanze nonostante il progetto autorizzato dal Comune riguardava la costruzione di un «conservatorio botanico della macchia mediterranea». Il Tribunale di Bari (presidente Guida, estensore Ricciardiello, Tripaldi) ha infatti applicato il principio di diritto che riguarda Punta Perotti, l’ecomostro di Bari: in materia di reati edilizi se non c’è condanna non può esserci una pena.

Gli imputati (due imprenditori e un progettista assistiti dagli avvocati Antonio La Scala, Michele Loperfido e Angelo Micolucci) erano accusati dal pm Baldo Pisani di reati edilizi per aver realizzato in area di competenza del demanio marittimo opere difformi rispetto al progetto autorizzato: plinti in cemento armato, un vano tecnico, una vasca di raccolta delle acque, pergolati e l’uso di cemento e mattoni forati per ampliare i due trulli esistenti.

Gli abusi sono stati rilevati nel 2020 dalla Polizia locale, quando è scattato il sequestro preventivo dell’area e dei manufatti. Il processo è cominciato soltanto nel 2024 ma i reati si sono nel frattempo prescritti. I difensori hanno rilevato che, nel frattempo, gli abusi erano stati eliminati. E così il Tribunale, nonostante la richiesta contraria del pm, richiamandosi alla sentenza della Corte europea sul caso di Punta Perotti ha disposto il dissequestro e la restituzione delle aree.

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