le indagini

Monopoli, pagavano le ristrutturazioni con i soldi del parente disabile: sequestro da 150mila euro

Le persone destinatarie del provvedimento sono il fratello della persona offesa, nominato amministratore di sostegno, sua figlia e il compagno di quest’ultima

Un decreto di sequestro preventivo di circa 150mila euro è stato eseguito dalla guardia di finanza di Bari nei confronti di tre persone accusate, a vario titolo, di aver sottratto, mediante raggiri, somme di denaro nella disponibilità di una persona anziana residente a Monopoli, affetta da una grave invalidità permanente e sottoposta a misura di amministrazione di sostegno. Le persone destinatarie del provvedimento sono il fratello della persona offesa, nominato amministratore di sostegno, sua figlia e il compagno di quest’ultima.

Le indagini hanno interessato i conti correnti intestati all’anziano, sui quali confluivano, oltre ai lasciti ereditari della defunta moglie, anche la pensione di invalidità e l'indennità di accompagnamento. Gli accertamenti hanno consentito di rilevare numerose spese sostenute mediante bonifici bancari, assegni e utilizzo di carte bancomat, in assenza della prevista autorizzazione del giudice tutelare. Le somme sottratte, sottoposte a sequestro, sarebbero state utilizzate dai tre indagati per finalità di natura strettamente personale, come ristrutturazioni nelle proprie abitazioni, prelievi bancari motivati dal pagamento di fatture risultate emesse da soggetti economici compiacenti per spese non reali e, dunque, «per scopi del tutto estranei agli interessi della persona sottoposta a tutela» spiegano gli investigatori.

«La vicenda assume particolare rilievo, anche da un punto prettamente sociale, - si legge nella nota - in considerazione della condizione di estrema vulnerabilità della persona offesa nonché del ruolo di tutela e protezione che l’indagato, quale amministratore di sostegno, avrebbe dovuto svolgere proprio a tutela della persona socialmente debole»

Tra le anomalie rilevate dalla guardia di finanza c'è anche la circostanza che, appena un giorno dopo la morte dell’anziano sottoposto ad amministrazione di sostegno, il suo conto fu svuotato quasi del tutto. Con sei operazioni tra prelievi, bonifici, pagamento di bollettini e di F24 e un addebito per l’acquisto di assegni circolari, infatti, suo fratello (nominato amministratore di sostegno) avrebbe sottratto dal conto della persona offesa poco meno di 46mila euro. E così quel conto, al 4 gennaio 2021, presentava un saldo di appena 86,45 euro. L’anziano era morto il 3 gennaio.

Tutti questi elementi hanno convinto il gip di Bari Alfredo Ferraro a disporre il sequestro preventivo di poco meno di 150mila euro nei confronti del fratello della vittima, di sua figlia e del compagno di quest’ultima, ritenuti responsabili della sottrazione indebita del denaro dal conto dell’anziano. L'accusa nei loro confronti è di peculato. Secondo il giudice, i tre indagati avrebbero agito «nella piena consapevolezza di operare al di fuori dei limiti imposti dal giudice tutelare e dall’istituto dell’amministrazione di sostegno» e avrebbero agito «evidentemente in difformità rispetto all’interesse del soggetto amministrato», come si legge nel decreto di sequestro. La somma è stata sequestrata perché, per il gip, la disponibilità del denaro potrebbe «protrarre o aggravare le conseguenze del reato». Le indagini sono partite nel 2022 dalla denuncia di una sorella (sia della vittima sia dell’indagato), che aveva riferito agli inquirenti come il conto del fratello defunto fosse stato «spogliato» dall’altro fratello. Nominato amministratore di sostegno provvisorio nel 2018, l’indagato lo era diventato a tempo indeterminato nel settembre 2019. Le operazioni di sottrazione di denaro, per gli inquirenti, sarebbero iniziate due mesi dopo.

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