Il fatto

«Corte dei conti, autonomia a rischio». L'allarme da Bari: «Con la riforma magistrati sotto tutela»

massimiliano scagliarini

L'effetto della legge voluta dal governo Meloni. La procuratrice de Gennaro: «Il pm contabile perderà la sua funzione di tutela delle casse pubbliche»

La riforma della Corte dei conti, che entrerà nel vivo con l’approvazione dei decreti delegati, mette a rischio «l’indipendenza» del Pubblico ministero contabile: è l’allarme lanciato ieri dal procuratore regionale della Puglia, Carmela de Gennaro, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario: «Deve rilevarsi - ha detto - la tendenza del legislatore a depotenziare l’azione di responsabilità per danno erariale. Se l’autonomia del pubblico ministero venisse meno, la tutela dell’erario che la Costituzione concepisce come indipendente, imparziale e sottratta a logiche di opportunità e di indirizzo politico-amministrativo, rischierebbe di ridursi a mero adempimento formale».

Il tema è stato al centro anche dell’intervento del presidente della sezione giurisdizionale, Pasquale Daddabbo: la riforma - ha detto - «è destinata ad avere un impatto significativo ed immediato sulle funzioni giurisdizionali», rilevando anche l’applicazione retroattiva di molte norme oltre che i dubbi applicativi sul tetto ai risarcimenti in base al «potere riduttivo»: «Una tale disposizione - secondo Daddabbo - appare snaturare, però, la funzione dell’istituto impedendo al giudicante di effettuare un’effettiva valutazione discrezionale delle circostanze del caso concreto al fine di stabilire quanta parte del danno debba essere addossato al convenuto potendosi muovere il giudice soltanto in una ristretta forchetta che va dallo zero al massimo 30 per cento del danno».

La riforma, ha spiegato la procuratrice de Gennaro, oltre a introdurre quella che appare di fatto come una separazione delle carriere tra giudicante e requirente, ha un impatto devastante sull’azione di indagine. L’organizzazione della Procura cambia smantellando le sedi regionali, con l’istituzione di un procuratore generale da cui dipendono un certo numero di vice, introducendo «un significativo accentramento organizzativo e funzionale». Nei poteri del procuratore generale ci sarebbe un enorme «grado di ingerenza che, peraltro, solleva non pochi dubbi di costituzionalità»: grazie al meccanismo di avocazione dei fascicoli e all’obbligo della firma congiunta su alcuni atti, l’indagine erariale «potrebbe mutare la sua fisiologia di residuale strumento di salvaguardia per divenire meccanismo ordinario di controllo, sottraendo alle Procure regionali la capacità di avviare e condurre autonomamente l’azione contabile».

La cerimonia, alla presenza dei vertici delle forze dell’ordine, del procuratore ordinario Roberto Rossi, del prefetto Francesco Russo, del governatore Antonio Decaro e tra gli altri del professor Vito Mormando, vicepresidente del consiglio di presidenza della Corte dei conti, è servita a fare un bilancio dell’attività della magistratura contabile. Nel 2025 sono state emesse 70 sentenze, di cui 48 condanne per un danno complessivo pari a circa 11,7 milioni più tre «patteggiamenti» per circa 33mila euro: la gran parte delle decisioni hanno riguardato finanziamenti pubblici erogati a soggetti privati.

La Procura ha invece aperto 1.452 nuovi fascicoli, attivando 53 nuovi processi (48 di carattere riarcitorio) in cui è stato richiesto un risarcimento complessivo di 12,2 milioni: nel corso del 2025 sono diventate definitive condanne per 6,6 milioni, e sono stati pagati risarcimenti (relativi ad anni precedenti) per circa 2,6 milioni che portano il totale recuperato nel quinquennio a 15,6 milioni. Oltre un terzo delle azioni ha ad oggetto l’indebita percezione di finanziamenti pubblici, ma anche dei risvolti che le indagini penali hanno avuto sull’immagine degli enti pubblici. Sul fronte delle truffe ai bonus edilizi, la Procura ha ricordato che uno dei fascicoli (concluso con la condanna) è nato da un articolo della «Gazzetta».

La Regione e le sue società collegate sono uno dei principali «datori di lavoro» della procuratrice de Gennaro, che ha rilevato «grossissimi problemi nella legislazione regionale, soprattutto sotto il profilo sanitario. Forse il legislatore dovrebbe porre un po’ più attenzione a queste problematiche piuttosto che invece alle funzioni e all'organizzazione della Corte dei Conti che, sia sotto la funzione giurisdizionale e come funzione di controllo, in questo momento è l’unico presidio per la corretta gestione delle risorse pubbliche».

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