Il caso

Altamura, veleni in Comune: domani il sindaco Petronella rischia di cadere. E c’è il caso firme false

Le indagini avviate dopo l'invio degli atti del Tar alla Procura

Il Consiglio Comunale di Altamura è al centro di una nuova fase di tensione politica. Nella conferenza dei capigruppo del 17 febbraio 2026, la proposta della maggioranza di votare prima il bilancio di previsione è stata respinta: con 12 voti favorevoli passa invece la richiesta di discutere immediatamente la mozione di sfiducia al sindaco Antonio Petronella, avanzata per la seconda volta dal consigliere Michele Loporcaro.

«Alla città non serve il bilancio per tirare a campare», ha dichiarato Loporcaro, sottolineando come la maggioranza guidata dal presidente del Consiglio Luigi Lorusso sia fragile e incapace di garantire stabilità e autorevolezza nella gestione della città. La mozione di sfiducia sarà discussa il prossimo 24 febbraio 2026, mentre l’approvazione del bilancio di previsione è prevista nei giorni 26, 27 e 28, con i numeri della maggioranza che restano incerti.

«Il bilancio non è un mero atto amministrativo, ma la fotografia politica di un’amministrazione», ha aggiunto Loporcaro, invitando tutti i cittadini a partecipare alla seduta di mozione di sfiducia, sottolineando la delicatezza del momento politico.

Parallelamente, pesa sul sindaco Petronella l’inchiesta della Procura di Bari che indaga sulle presunte firme false presentate nel 2023, in occasione delle elezioni comunali di Altamura (Bari), da due liste che sostenevano il candidato sindaco (poi eletto) Antonio Petronella. Le indagini dei carabinieri sono nate dopo che il Tar, che aveva respinto il ricorso presentato dal candidato sconfitto, Giovanni Moramarco, decise di trasmettere gli atti presenti nel ricorso alla Procura.

Moramarco, sulla base di una perizia grafologica, sosteneva che diverse firme presentate a sostegno della lista «Progetto Altamura» fossero «ascrivibili a una sola mano e quindi a un unico autore», e che «alcuni elettori avrebbero disconosciuto le sottoscrizioni apposte» per la presentazione della lista Unione di centro-Udc. Il Tar e il Consiglio di Stato respinsero il ricorso, sostenendo come, pur togliendo alle due liste tutti i voti ottenuti alle elezioni, comunque non si sarebbe evitato il ballottaggio tra Petronella e Moramarco.

Il sindaco fu poi eletto con un distacco di 18 voti. Le indagini sono condotte dai carabinieri.

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