storie a mezzogiorno
Castellana, la storia dell'artigiano 83enne Federico Simone: dai disegni alla ceramica un amore che vale una vita
Da Ceramica Casarte a Industria Ceramica Salernitana: cinquanta anni di storia dell’azienda raccolti nel volume di Schena Editore
Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano: se Antonello Venditti avesse conosciuto la storia di Federico Simone, “Amici mai” l’avrebbe scritta almeno un paio di decenni prima. Per la rassegna “Rendella d’autore” l’83enne designer castellanese è stato il protagonista della presentazione de “La ceramica è una strega – Da Ceramica Casarte a Industria Ceramica Salernitana” (Schena Editore) svoltasi nella Biblioteca “Rendella” di Monopoli. L’incontro moderato dallo storico dell’arte Giacomo Lanzilotta con interventi musicali di Maria Lerario ha visto i saluti da remoto dell’assessore alla cultura Rosanna Perricci e la presenza della rappresentante della Fondazione Saverio de Bellis Ets (a cui è stato destinato il ricavato delle vendite) Daniela De Bellis.
Il volume fotografico curato da Marco Alfano racconta cinquanta anni di storia dell’azienda grazie all’archivio di Federico Simone, artista dalla storia singolare. «Il disegno è sempre stata la mia passione – ammette il designer che da un quarto di secolo è anche presidente del locale Circolo Culturale e Ricreativo “Pivot” – e la verve creativa emergeva anche da iniziative singolari come un palcoscenico realizzato in una casa in costruzione in cui facevamo spettacoli di teatro per ragazzi. Nel 1956, all’età di 13 anni, espressi il desiderio di iscrivermi all’istituto d’arte di Napoli, il più vicino a casa: avrei voluto fare lo scenografo. Sogno impossibile: mio padre, per analogia, mi indirizzò al tecnico per geometri che proprio in quegli anni sorgeva nell’attuale scuola media Viterbo».
Le porte del mondo artistico si schiusero subito dopo il diploma: «L’istituto segnalava i migliori alle aziende che ne facevano richiesta – racconta Simone che la professione di geometra l’ha anche svolta per l’amministrazione comunale di Polignano a Mare con Simone Di Giorgio sindaco alla fine degli anni ‘90 – e nel 1962 accettai la proposta di uno studio di architettura di Hannover dove seguii anche un corso di industrial design. Nel 1964 per il mio spirito nostalgico e il non voler abbandonarmi alla bella vita in Germania decisi di tornare in Italia, a Napoli per proseguire nella professione tecnica. Nel 1966, dopo un corso di figurinista di moda seguito a Palazzo Maddaloni, la Colarussi mi commissionò una collezione prêt-à-porter per Parigi. Credevo fosse il lavoro della mia vita finché non capitai in una fabbrica di ceramica in costruzione a Torre del Greco per un rilievo tecnico. La precisione dei dettagli indusse il titolare Ottavio Baldini a propormi il ruolo di designer che non intendevo accettare. Fu il torniante Fioravanti a farmi cambiare idea: i miei disegni diventavano realtà anche se a stregarmi fu l’istantanea realizzazione del mio volto in ceramica, un manufatto che conservo ancora».
Un legame indissolubile negli anni: «La fabbrica – ricorda Simone – era specializzata in oggetti in ceramiche di Capodimonte ed aveva un’efficace rete commerciale. Il mio ingresso coincise con lo sviluppo la ceramica dell’utile in maiolica. La “Linea casa” in rosso lacca della Ceramica Casarte ebbe un tale successo che costrinse l’azienda ad ampliare la fabbrica anche per soddisfare le richieste di grosse aziende come la Tognana che decise di affiancarla alla sua porcellana per l’esportazione in Usa. Con i 7000 mq dello stabilimento di Salerno iniziò un cammino costellato di successi come il Sir d’oro conquistato nel 1973 dalla linea “Vecchia Masseria” dedicata alla nostra Puglia e le prime ceramiche disegnate, con tanto di peperoncini, fichi d’india, mimose e api per accessori di grandi marchi di moda come Gucci, Richard Ginori, Ferragamo e Trussardi attratti anche dai nostri stand al Macef di Milano particolarmente curati».
Una storia che nel 2017 ha tagliato il traguardo del mezzo secolo: «Il nuovo titolare Vittorio De Pasquale – conclude Simone – espresse il desiderio di raccontare la storia della Casarte poi divenuta Industria Ceramica Salernitana fino all’Ics Future Village degli ultimi tempi ben sapendo che custodivo gran parte di questa storia. Durante la realizzazione De Pasquale è scomparso ma la sua volontà si è completata e in ogni presentazione il ricavato della vendita dei volumi è destinata ad un’organizzazione benefica».