serie b

Longo scuote il Bari: «Devi avere coraggio». Stasera la sfida contro lo Spezia

ANTONELLO RAIMONDO

«Dobbiamo vivere la partita come una possibilità. Siamo consapevoli che ogni gara abbia un suo peso. Ma inutile parlare di ultima spiaggia»

Rimettere insieme i cocci. Moreno Longo riparte dal disastro di Mantova e prova a dare un senso alla sua missione sulla panchina del Bari. Qui non si tratta solo di ridare «colore» a una classifica da brividi che recita... penultimo posto. La questione è molto più profonda. E attiene allo scarsissimo livello di competitività, emotivo e mentale in primis, di un gruppo che continua a fornire prestazioni sconcertanti. C’è ancora tempo per cambiare passo. Quello che, semmai, lascia perplessi è immaginare come il Bari possa davvero cambiare registro alla luce di quello che si è visto finora. La garanzia Longo, vero. Ma basterà il livello dell’allenatore?

Stasera la sfida contro lo Spezia. «Dobbiamo vivere la partita come una possibilità. Siamo consapevoli che ogni gara abbia un suo peso. Ma inutile parlare di ultima spiaggia. Quello lo dirà la classifica e speriamo non avvenga mai. La valutazione dei singoli? Ora bisogna prendere in considerazione tutto quello che ci può aiutare. Penso sempre a un atteggiamento di squadra, bisogna trovare equilibri nelle due fasi, la rosa è strutturata anche per un centrocampo a tre».

Al Bari sono arrivati anche calciatori in ritardo di condizione. Longo spiega: «Conoscevamo la reale difficoltà nell’arrivare a calciatori pronti. Qualcuno non è voluto venire, qualcuno non poteva muoversi. Siamo anche andati a vedere in C. Non c’è stata volontà di dirottare su altri. C’è una strada sola adesso: metterli dentro e cercare di abbreviare il percorso di inserimento. Odenthal ha fatto un primo tempo di qualità assoluta. Dobbiamo cercare di farli giocare, subentrare, facendo meno danni possibili, nel senso che siamo il terzo staff, con metodologie diverse di lavoro. Però c’è chi è avanti: Çuni ha giocato 16 partite, Piscopo idem. Artioli, prima dell’intervento di appendicite, aveva fatto 15-16 partite. Questi erano quelli più avanti. Gli altri si allenavano ma non giocavano la domenica...».

Le parole di Longo sulla condizione fisica hanno fatto abbastanza rumore: «Negli ultimi 20-25’ di Mantova si è visto il calo energetico di una squadra che stava cercando di prodigarsi per fare qualcosa. Il secondo tempo non possiamo imputarlo solo ad una questione atletica, ma anche di gestione. Abbiamo smesso di giocare, questo non possiamo permettercelo. Si vince se si ha il coraggio di osare. È un aspetto su cui noi dobbiamo lavorare. Non possiamo avere due volti nella stessa partita. Un tempo intero abbiamo lavorato male in questo senso. Quando parlo di condizione atletica parlo di chi non gioca da tanto tempo, anche dei nuovi. Come Cistana, per esempio. Anche la tensione mentale è un fattore. La tensione fa brutti scherzi».

L’inserimento dei nuovi. Si parla di Piscopo mezz’ala. «Sì, è una possibilità - dice il tecnico - è uno di quei giocatori che può fare la mezz’ala come Esteves, Cavuoti, Pagano, Maggiore. Traoré ha quella caratteristica. Anche Esteves e Cavuoti non giocano da tanto tempo. Noi dobbiamo trovare equilibrio anche a gara in corso. Pensiamo possano darci una mano, ma su questo quando andremo a fare la formazione cercheremo di capire anche a livello strategico come possono andare le partite. Traoré è un giocatore di gamba, impatto fisico che ha capacità di ribaltare l’azione. Si è presentato bene».

«Dickmann è andato in difficoltà negli ultimi 20’. Arrivava da uno stop non lunghissimo, ma quando ti fermi interrompi quella che definisco una bolla di condizione. Ma ha esperienza e capacità per rimettersi in condizione. Dorval sta cercando di tornare quello dell’anno scorso e fare un finale di stagione al top, potrebbe essere un’arma importante», la chiosa di Longo sugli esterni. Prima di occuparsi della fase offensiva: «Non è un dato che riguarda solo Mantova ma tutto il campionato. Sono qui da tre partite. A Cesena oltre ai due gol hai costruito altre quattro palle gol. Con il Palermo hai fatto poco, potevi avere l’attenuante di avere di fronte la migliore difesa della B. Stiamo cercando di far capire che serve coraggio, è la cosa più importante. A volte si innesca un pensiero negativo, che anziché volere la palla ti nascondi. Chiedo ai miei calciatori di osare e avere coraggio, se non hai quello non ce la fai. Devono avere il coraggio di rischiare. Le partite se ti vuoi salvare le devi vincere».

Lo Spezia all’orizzonte, un altro scontro diretto. «Ci aspettiamo una squadra agguerrita, come noi nella stessa situazione. È una gara fondamentale. Sappiamo che lo Spezia ha fatto un mercato importante, portando gente come Sernicola, Adamo, Radunovic. È una squadra di grande valore».

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