il problema
Locorotondo, per i trasporti fantasma i più penalizzati sono i turisti
Aspettare un autobus sotto la pioggia battente senza una pensilina, senza un cartello chiaro con orari e fermate: e gli esercenti costretti a supplire alle mancanze di servizi e informazioni
Aspettare un autobus sotto la pioggia battente, al freddo, senza una pensilina, senza un cartello chiaro con gli orari e le fermate: è una scena che a Locorotondo si verifica quotidianamente. A farne le spese sono soprattutto i turisti, sempre più disorientati e in cerca di informazioni difficili da trovare. Non va meglio ai tanti pendolari, specie studenti, costretti ad attendere l’autobus stipati come sardine sui marciapiedi, con la speranza che qualche automobilista imprudente non passi a folle velocità sulle pozzanghere.
A riportare l’attenzione su una situazione ormai cronica è Gianni Conte, dipendente della rosticceria bar Snack Mambo, esercizio che si trova nei pressi di una fermata delle Ferrovie Sud Est, in via Alberobello: «A causa della pioggia, mi sono trovato a dover ospitare nel nostro locale, oltre l’orario di chiusura, persone che aspettavano l’autobus. Non per gentile concessione, ma per necessità. Nel nostro paese – osserva Conte - non esiste una pensilina, un riparo, uno spazio minimo dove cittadini, studenti, anziani, lavoratori o turisti possano attendere il bus senza bagnarsi o stare sotto il sole».
Il problema, però, non si ferma al disagio fisico. Mancano anche le informazioni di base. «Ogni giorno – aggiunge Conte - ci viene chiesto di fornire orari sui bus, indicazioni, perché alla fermata non c’è nemmeno una tabella. Un esercizio privato si ritrova a sostituire un servizio pubblico: riparo quando piove, informazioni quando servono, assistenza quando qualcuno è in difficoltà».
La storica rosticceria del paese non chiude le porte ai malcapitati «ma non dovrebbe essere questa la soluzione», conclude il barista.
Alla denuncia ha risposto il vicesindaco di Locorotondo, Vito Speciale, che sposta l’attenzione sulle competenze: «Conosco molto bene questo problema e lo condivido. Questi enti – Ferrovie Sud Est e non solo – molto spesso sono lontani dalle esigenze effettive e quindi decidono di non investire in priorità come pensiline e tabelle con gli orari».
Una distanza che, a suo dire, porta a scelte arbitrarie: «Con molta superficialità decidono di sopprimere fermate, chiudere ponti, far salire sui bus più gente di quanto la norma prevede».
Il Comune, sostiene il vicesindaco, si è trovato più volte a supplire alle mancanze altrui: «Ci ritroviamo a dover pagare le tabelle di loro competenza per segnalare le fermate e acquistare pensiline come quelle in via Martina».
E ricorda i numerosi tentativi di interlocuzione con le Ferrovie: «Decine di telefonate e lettere – conclude Speciale - per ottenere dei fogli A4 plastificati appesi alle fermate con orari e QR code».