il personaggio

Jupiter, da Conversano alle stelle: è pugliese Rino Liuzzi, l'astrologo della Rai

Enzo Verrengia

E' un predestinato: «mia madre esperta di cartomanzia, mio nonno curava con le erbe. E nessuno meglio di lui può dare qualche risposta alle consuete aspettative di inizio anno

Jupiter, l’astrologo della RAI, si chiama in realtà Rino Liuzzi ed è di Conversano. Nessuno meglio di lui può dare qualche risposta alle consuete aspettative di inizio anno.

Partiamo dunque dalla richiesta di un quadro generale del 2026.

«Questo è un anno davvero interessante a livello astrologico. Urano entrerà in Gemelli ad aprile e segnerà un’accelerazione nella comunicazione. Il 20 febbraio ci sarà una congiunzione rarissima tra Nettuno e Saturno. È come se realtà e spiritualità si fondono. Vedremo e sentiremo cose incredibili che magari fino a ieri erano solo nell’immaginario. Non dico che vedremo gli extraterrestri o scenderà un messia, ma qualcosa di forte accadrà. Plutone in Acquario farà emergere ancora di più l’intelligenza artificiale. Venendo ai segni, una battuta a ciascuno: per l’Ariete un nuovo inizio, per il Leone un ritorno alla luce autentica, per il Sagittario la freccia trova finalmente il bersaglio, per i Gemelli la mente si libera, per la Bilancia il peso giusto delle scelte, per l’Acquario, che è un architetto del futuro, un anno di risveglio, per il Toro la sicurezza che si evolve, per la Vergine una fase di profonda trasformazione, per il Capricorno la vetta dopo la salita, per il Cancro maturità emotiva come forza, per lo Scorpione una rinascita silenziosa, per i Pesci il sogno diventa forma. Sarà l’anno del Cancro e del Leone, e dei loro opposti, l’Acquario e il Capricorno».

Da cosa nasce il suo interesse per gli allineamenti stellari e la loro influenza sulle vicende terrene?

«Mia madre era un’esperta di astrologia e cartomanzia. Il padre, mio nonno, curava con le erbe. Inoltre questo suo interesse era legato anche al territorio. Per esempio, si sa che quando la luna si trova in certe posizioni è propizia alla semina, anche agli investimenti economici. Ma in realtà ogni pianeta e corpo celeste ha il proprio influsso. È un retaggio che affonda le radici in tempi molto antichi, quando forse un tecnologia particolare consentiva l’utilizzo scientifico di questo rapporto con le stelle. Il tema astrale è molto complesso e occorre una sensibilità particolare per affrontarlo».

Quale è stato il suo approdo alla RAI e i successivi rapporti con personalità che fanno parte dell’immaginario collettivo?

«Nel 1992 lasciai Conversano e mi trasferii a Roma, dove iniziai a fare diverse conoscenze. Sono stato fortunato per certe “sincronicità” che mi hanno aiutato. Ma ha contribuito anche la mia perseveranza. Ho conosciuto molto bene Fabrizio Frizzi, Bruno Vespa, Massimo Giletti. Paola Cortellesi, Paolo Limiti. Ho fatto prime serate con Paolo Bonolis, Miss Italia, Sanremo. Sono stato anche molto “gettonato” da importanti politici».

Quali sono i suoi rapporti antropologici e culturali con il territorio pugliese?

«Da un punto di vista antropologico, la Puglia è sempre stata la porta fra Oriente e Occidente. Terra solare, ma anche tellurica. Qui troviamo dolmen, menhir, pietre come antenne simboliche tra cielo e terra. Castel del Monte: la geometria perfetta».

È importante il retaggio aragonese?

«Sono nato a Conversano, dove lo spazio, il tempo e il potere si sono intrecciati per secoli. Forse questo ha segnato il mio modo di leggere il cielo e la storia. Nella cornice aragonese il tempo non era solo misurato ma interpretato. Conversano era uno dei centri potenti della Puglia, soprattutto in epoca normanna. C’è una diocesi antichissima. Essere nato lì è una questione di stratificazione dei simboli. Non è solo geografia».

Qual è il ruolo dell’astrologia nelle vicende umane?

«Non è un caso che la si porti in primo piano durante i periodi di crisi. L’astrologo non è un indovino, bensì un interprete del tempo, un mediatore simbolico, un narratore della crisi e della trasformazione. In linea con gli studi di Ernesto De Martino, uno dei padri dell’antropologia culturale».

Progetti per il futuro?

«Seguitare nell’opera di divulgazione di questa materia. Faccio anche corsi accademici, partecipo a convegni, intervengo a Isoradio, rispondo anche a lettere di ascoltatori che vogliono informazioni sui propri ascendenti. Soprattutto, seguito ad approfondire gli studi di fisica quantistica, che mi permette di capire anche il perché di una sorta di infallibilità dell’astrologia, quasi sempre a prova di errore. Siamo ancora lontani dall’epoca acquariana, che incomincerà nel 2130, però nei prossimi venti anni, con Plutone in Acquario, molte cose verranno alla luce, e tante consapevolezze. Ho anche realizzato un brano musicale, Io respiro l’universo».

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