Il caso

Scatta l'allarme tra le signore di Bari: «I carrellini della spesa...vanno a ruba»

DONATELLA LOPEZ

Tante le donne vittime dei furti, ma le denunce sono quasi del tutto inesistenti. E nei supermercati spuntano i lucchetti per tenere i carrellini della spesa legati e possibilmente «al sicuro»

Benedetta tira dietro di sé il carrello della spesa e, tra l’incredulo e il rassegnato, protesta con il personale di un grosso supermercato perché le hanno rubato l’ombrello sfilandolo dal carrellino parcheggiato all’ingresso. A quanto pare, le è andata bene perché tra i furti in aumento c’è quello dei carrelli della spesa; vuoti o pieni che siano. E questo spiega perché in molti supermercati, lì dove gli spazi l’hanno permesso, sono stati installati dei totem ai quali è possibile legarli, proprio per evitare il furto.

Sono come delle rastrelliere evolute: si fanno girare attorno ai manici le catenelle collegate ai totem, si digita un pin e con la stessa serie di numeri si consente lo sblocco del lucchetto per portare via il carrello dopo averlo riempito di spesa. Ma oltre ai carrellini tanto amati dalle donne, le giovani mamme in attesa e le meno giovani, ormai vanno a ruba anche i carrelli di acciaio dei supermercati; che poi vengono trasferiti nelle case di campagna utili per spostare qualsiasi cosa.

Ma perché nessuno denuncia il furto dei carrellini della spesa? «Ma mi ci vede a farlo? Non servirebbe a restituirmelo», commenta Serafina. «A 70 anni - aggiunge Nunzia - si diventa meno tollerati su alcune cose e molto di più su altre. Alla mia età cambia la prospettiva di vita e non si ha tempo da perdere. Per me andare in Questura o dai carabinieri, per denunciare un furto simile, equivale a una perdita di tempo. Si preferisce continuare a camminare per beneficiare delle ore di luce in cui ci è concesso uscire in sicurezza. Perché anche qui spacciano, non solo in piazza Umberto. Venga in piazza Garibaldi a fare un giro nel primo o nel tardo pomeriggio e si renderà conto di persona di ciò che accade».

Fermandosi poi a parlare con il direttore di un punto vendita di un noto gruppo di supermercati, oltre ai furti dei carrelli della spesa e di quelli dei supermercati, si scopre che quelli degli alimenti sono quasi all’ordine del giorno: «Solo pochi giorni fa, abbiamo sorpreso una ragazza tossicodipendente a rubare tre cime di Parmigiano preconfezionale. Abbiamo chiamato i carabinieri. Ma al momento dell’identificazione della giovane, i militari dell’Arma hanno preso atto che non aveva con sé i documenti perché gli spacciatori glieli avevano sottratti per assicurarsi che sarebbe tornata per pagare la droga».

E se c’è chi ruba per pagare la droga, quello dei furti dei carrelli della spesa delle casalinghe avviene per due motivi. «Per il costo dei carrellini, che varia dai 30 ai 70/100 euro, e poi perché spesso contengono già una parte della la spesa e ci si porta a casa anche qualcosa da mangiare – afferma un commerciante di casalinghi del Libertà - Proprio lunedì ho venduto a una cliente un carrellino perché le avevano rubato il suo poco prima».

Nunzia a Serafina non si conoscono. Si sono appena lasciate alle spalle via Crispi e stanno attraversando piazza Garibaldi: una svolta verso via Bonazzi, l’altra si ferma all’edicola e nel carrellino inserisce un quotidiano. «Leggere il giornale è una tradizione di famiglia – confessa Serafina –. E sono lieta d’avere contribuito a scrivere una pagina di cronaca che leggerò domani». Ma entusiasmo a parte, i reati che nessuno denuncia restano. E sono proprio quelli minori a indispettire e ad amplificare il senso d’insicurezza tra i cittadini.

Privacy Policy Cookie Policy