La tragedia

Claudio Carlomagno, i genitori suicidi del killer di Anguillara: la madre era di Altamura, il padre lucano

Nonostante la confessione del femminicida, le indagini proseguono: si cerca il coltello, arma del delitto, e si cerca di accertare eventuali responsabilità di altre persone nelle fasi successive al delitto

Claudio Carlomagno,  arrestato per il femminicidio di Federica Torzullo, ha saputo in carcere della morte dei genitori, trovati ieri impiccati nella loro villetta ad Anguillara, in provincia di Roma «ed è sorvegliato a vista». A dirlo è stato il suo avvocato Andrea Miroli. Lei, Maria Messenio, figura nota nell’amministrazione locale della cittadina laziale, di origini altamurane, è stata assessora alla sicurezza del Comune di Anguillara fino a pochi giorni fa, quando - dopo il ritrovamento del corpo della nuora e l'arresto del figlio - ha presentato le dimissioni. Il marito, Pasquale Carlomagno, di origini lucane, titolare di una ditta di scavi e movimentazione terra, la Carlomagno srl, era finito nei giorni scorsi nelle carte delle indagini. Le telecamere di sorveglianza avevano ripreso il suo furgone transitare davanti alla villa della coppia nelle ore a ridosso del delitto e fermarsi per nove minuti. Un dettaglio contenuto nell’ordinanza di custodia cautelare del figlio Claudio. 

La stessa mattina, inoltre, alle 9.29 un mezzo Iveco è stato inquadrato mentre si allontanava dal deposito della Carlomagno S.r.l. e transitava lungo via Costantino alle 10.02. E tre minuti dopo, Claudio Carlomagno è stato inquadrato a piedi nelle pertinenze della propria abitazione, da cui è uscito alle 10.15. Dopo quasi venti minuti il camion rientrava in azienda e solo dopo le 14 l’uomo è tornato a casa in auto, con una persona non identificata. Nei giorni scorsi non si escludeva che i coniugi potessero essere sentiti dai carabinieri anche se non era stata fissata una convocazione. 

Le indagini non si sono fermate dopo la confessione di Claudio Carlomagno. Gli inquirenti sono ancora alla ricerca del coltello e sono al lavoro per chiarire quelle che gli inquirenti considerano 'zone d’ombrà nella versione dell’uomo, ed escludere eventuali responsabilità di altre persone nelle fasi successive al femminicidio. Proprio ieri i carabinieri del Nucleo Subacquei di Roma hanno ripreso le ricerche dell’arma del delitto nel punto indicato dall’arrestato. Con l’ausilio dei metal detector hanno scandagliato il corso d’acqua in una zona impervia di Osteria Nuova. Inoltre, nei giorni scorsi avevano ascoltato anche i genitori di Federica per comprendere meglio il rapporto tra la coppia e trovare riscontri su quanto dichiarato dall’arrestato.

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