POLITICA

Fabio Romito: «La Giunta Leccese va azzerata? Lo dicevamo noi, ora se n’è accorto anche il dem Lacarra»

rosanna volpe

Il consigliere comunale e regionale della Lega commenta con ironia l’invito del deputato dem. «Sono contento che anche Marco Lacarra sia arrivato alle stesse conclusioni mie e del centrodestra»

«Sono contento che anche Marco Lacarra sia arrivato alle stesse conclusioni a cui ero arrivato io e tutto il centrodestra molti mesi fa, probabilmente però ci muovono motivazioni diverse». Fabio Romito, consigliere comunale e regionale della Lega, commenta con ironia l’invito del deputato dem ad azzerare la giunta comunale guidata da Vito Leccese. Una proposta che, fa notare, l’opposizione porta avanti da tempo, «quando ancora nel centrosinistra si faceva finta che tutto funzionasse».

Secondo Romito, Bari è la fotografia di una città rallentata da una squadra che non riesce a governare neppure l’ordinaria amministrazione. «Si cambia tutto per non cambiare niente – attacca – gli assessori sono sempre gli stessi per il solo merito, cito sempre Lacarra, di raccogliere largo consenso. Certo, facile raccogliere consenso governando e gestendo da anni la macchina pubblica, aggiungo. Qualcuno ha solo cambiato stanza, ma i problemi restano inchiodati lì dove erano».

Il tema più delicato resta quello dello sviluppo economico della città. «Si è approvato un regolamento stalinista che impedisce la libertà di iniziativa economica, non si può più parlare di sviluppo urbanistico, i giovani si sentono sempre più intrappolati in un grande dormitorio, la cultura e le iniziative di respiro internazionale latitano e per finire anche lo sport versa in condizioni disastrose come certifica il Bari calcio» osserva Romito, precisando che non si tratta di una responsabilità diretta del sindaco, ma del fallimento di una giunta che «non riesce a dare risposte concrete».

Poi ci sono i cantieri, simbolo di una città perennemente in attesa. A partire da via Argiro, ancora segnata da ritardi e transenne. «Un’arteria centrale trasformata in un percorso a ostacoli – aggiunge – con il commercio in ginocchio e negozi costretti a convivere per mesi con polvere, rumore e accessi ridotti».

E sul fronte della mobilità, il consigliere torna a puntare il dito contro il Brt, già più volte bocciato dallo stesso esponente leghista. «È una risposta non adeguata ai problemi della città – ribadisce – perché non riesce ad abbracciare le periferie, lasciando fuori interi quartieri, e nel frattempo complica la vita a chi vive e lavora nelle zone interessate dai cantieri». Per non parlare del nodo parcheggi: davvero qualcosa di pazzesco. Siamo fermi agli anni Sessanta.

Il bilancio, secondo Romito, è una città paralizzata. «Tra traffico, lavori infiniti e scelte sbagliate, muoversi a Bari è diventato difficile quanto tenere aperta un’attività commerciale». E la conclusione torna a essere politica: «Se anche dal Pd oggi si invoca l’azzeramento della giunta, forse il problema non è più negabile. Bari ha bisogno di scelte concrete non di continui rinvii».

Nel frattempo, nella maggioranza di centrosinistra prende forma il «tagliando» alla giunta annunciato dal sindaco. «Un percorso nato male, fra assessori annunciati e ritirati, passi falsi e figuracce».

Nei giorni scorsi Leccese ha avviato un primo giro di incontri per raccogliere valutazioni e osservazioni, a cui dovrebbe seguire un secondo passaggio prima delle decisioni finali. All’interno della coalizione non manca chi segnala assessorati in sofferenza, in particolare l’Urbanistica e l’Ambiente.

Tutti concordano, però, sulla necessità di dare una scossa all’azione amministrativa. Ed è proprio su questo punto che Romito affonda il colpo finale: «Se anche nella maggioranza si parla apertamente di rimpasto e assessorati in difficoltà, ad appena un anno e mezzo di mandato, forse il problema non è più solo denunciato dall’opposizione, ma sotto gli occhi di tutta la città. Leccese convochi un tavolo con tutte le forze politiche della Città, la situazione è troppo grave per relegarla a mere scaramucce di partito».

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