il personaggio
A largo Santa Chiara l’ultima «tagliatrice di vermi» nel cuore più profondo di Bari Vecchia
La storia di Chella: «Il mio dono l’ho avuto in eredità a 15 anni». Una pratica di medicina popolare: «tagliare» (cioè far sparire) i vermi intestinali nei bambini
Il suo nome di battesimo è Domenica, ha ottantaquattro anni, ma il tempo su di lei sembra essersi fermato a metà. Tutti la chiamano Chella, tutti sanno dove abita. La porta di casa non è mai del tutto chiusa. È appena socchiusa, come se stesse aspettando. Basta un tocco leggero e lei compare sulla soglia, sorride piano, senza sorpresa, come se sapesse già chi sei e perché sei lì. Si scosta di lato e con un gesto lento della mano ti fa entrare. È un’accoglienza silenziosa: «accomodati», dice il corpo prima ancora della voce.
«A chi entra in questa casa lo avverto subito: non voglio grazie e non voglio denaro». Lo dice con la naturalezza di chi ripete una legge antica, una regola non scritta che non ha bisogno di essere spiegata.
Qui, a Largo Santa Chiara, nel cuore più profondo di Bari vecchia, vive l’ultima tagliatrice di vermi del borgo antico. Una pratica di medicina popolare, che consiste nel fare gesti, preghiere e segni della croce sul corpo di un bambino per «tagliare» (cioè far sparire) i vermi intestinali, usando spesso pezzetti di filo bianco in acqua o olio, e formule magiche.
Chella è sarta. Ha imparato a cucire mentre il mondo rimaneva fuori. I genitori non la lasciavano uscire...
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