L'iniziativa
A Bari Confluenze Creative «Arte per tutti con tutti»
L’organizzatrice è l’eurodeputata Gemma (FdI)
Non è una mostra da guardare in silenzio, né una semplice esposizione da attraversare con lo sguardo. «Arte per tutti con tutti – Confluenze Creative» è un progetto che chiede presenza, ascolto, disponibilità a lasciarsi attraversare. Dopo l’esordio al Parlamento Ue, la mostra si prepara ora a proseguire il suo viaggio: a febbraio approderà a Bari.
«Confluenze Creative» nasce da un’idea di Tiago De Ales radicale e allo stesso tempo semplice: fare dell’arte uno spazio reale di relazione. Oltre cinquanta artisti, in rappresentanza dei 27 Paesi Ue, affiancati a studenti pugliesi provenienti da licei artistici, istituti d’arte e scuole secondarie di primo grado (il liceo De Ruggieri di Massafra, il De Nittis Pascalis di Bari, l’istituto Luigi Russo di Monopoli, il liceo Federico II di Corato, il Colasanto di Andria e il liceo A. Bello di Molfetta, l’istituto Imbriani Piccarreta di Corato e il san Giuseppe Tanzi di Mola di Bari) hanno dato vita a una rete creativa realmente speciale.
Ogni opera è frutto di una collaborazione unica: due artisti che – in tempi diversi – sono chiamati a intervenire sulla stessa telatela che viaggia, letteralmente. Viene inviata a un primo artista che la lavora solo su una metà. Poi prende il volo e arriva nelle mani di un secondo artista, che completa l’opera senza aver mai incontrato il primo. Nessuna conoscenza, nessun accordo, nessuna strategia condivisa.
In questo spazio creativo condiviso, le categorie di “disabilità” e “normalità” smettono di essere contrapposte. «La disabilità e la normalità non si confrontano ma si fondono, dialogano: qui non ci sono abilità o disabilità, ci sono artisti con la loro arte», spiega Chiara Gemma, eurodeputata di Fratelli d’Italia–ECR e organizzatrice della mostra. «La disabilità, in questo contesto, non è un limite da superare, ma una prospettiva che amplia lo sguardo sul mondo. È un modo diverso di abitare il tempo, lo spazio, il corpo».
«Il progetto ha l’obiettivo profondo di unire le differenze individuali, offrendo alla diversità uno spazio comune di creazione», aggiunge Gemma. «Abbiamo coinvolto 54 artisti: 27 con disabilità fisiche o cognitive e 27 artisti urbani contemporanei. Tutti artisti, che insieme rappresentano i Paesi dell’Ue. A questi abbiamo affiancato 16 studenti, affinché potessero dialogare: ragazzi con e senza disabilità uniti in nome dell’arte». Tra loro, anche giovanissimi. Il più piccolo artista ha 11 anni e c’è anche una bambina brasiliana di 8 anni, l’artista più giovane al femminile, che entra in questo dialogo europeo portando uno sguardo ancora più libero.
«Confluenze Creative» si muove così come un atto di resistenza poetica in un tempo segnato dalla frammentazione, dalle separazioni, dalle paure. Rivendica il ruolo dell’arte come spazio politico nel senso più alto: sensibile, trasformativo, umano. Un luogo in cui immaginare un mondo più inclusivo non a parole, ma attraverso pratiche concrete.