crisi politica
Altamura, il sindaco ora traballa: il voto in aula entro il 5 febbraio
Mozione di sfiducia firmata dalla metà dei consiglieri
Il 2025? Annus horribilis per l’amministrazione Petronella, a voler considerare soprattutto gli ultimi mesi. Il 2026? Sicuramente non è cominciato nel migliore dei modi. Lo scorso 6 gennaio, la metà dei consiglieri comunali, 12 su 24, ha votato la mozione di sfiducia al sindaco Antonio Petronella. «Nelle interlocuzioni avvenute - hanno spiegato i firmatari - non sono mai state chieste poltrone, ma un forte rilancio dell’azione amministrativa e una discontinuità col passato, visti gli inesistenti risultati in ambiti strategici».
La mozione, da subito sottoscritta da 6 consiglieri di minoranza, Michele Loporcaro, Giovanni Saponaro, Onofrio Gallo, Gianfranco Berloco, Giovanni Moramarco, Giandomenico Marroccoli, in un secondo momento è stata condivisa da altri 6 firmatari: Maria Adorante, Michele Denora, Gaetana Dibenedetto, Luca Genco, Claudio Indrio, Gioacchino Perrucci. Numeri che ne hanno legittimato la discussione nell’assise consiliare. Adesso, infatti, il consiglio comunale dovrà essere calendarizzato entro 10 giorni dalla mozione, con convocazione non oltre il 5 febbraio (entro 30 giorni dalla presentazione).
Già prima delle festività natalizie, poco prima che Petronella azzerasse la giunta comunale a favore, poi, di una giunta tecnica, c’era stato un primo tentativo di formalizzare la sfiducia davanti a un notaio, poi andato a vuoto per l’«assenza» del tredicesimo firmatario. Equilibri politici al centro della crisi: con il riconoscimento elettorale di Francesco Paolicelli è tempo di stabilire nuovi pesi anche ad Altamura? «Questa amministrazione ha perso il contatto con la realtà - commenta il consigliere regionale Paolicelli - Ho sempre garantito la mia disponibilità all’amministrazione comunale anche con riferimento ai finanziamenti PNRR che si rischia, in parte, anche di perdere, ma di fronte a un muro non ci sono grosse possibilità. Se un’amministrazione annuncia un cambiamento e poi nomina una giunta in linea con la precedente - continua - è chiaro che il cambiamento non esiste. Non vedo una visione politica che serve ad Altamura, con una maggioranza che cambia in base alle necessità. Altamura ha bisogno in primis di tornare a essere viva e di garantire ai cittadini maggiore sicurezza, che non vuol dire presenza costante dei militari, ma attenzione a tutte le aree della città, centro compreso, anche attraverso un cartellone di eventi di qualità che stentiamo a organizzare ormai da anni».
Dalla maggioranza, la vicesindaca Angela Miglionico, riconfermata dal sindaco nella nuova giunta con deleghe alle politiche sociali, servizi sociali e disabilità, volontariato e associazionismo, pari opportunità, piano sociale di zona, (salvo per la delega alla cultura assegnata ad Alessandro Ragone) attende il confronto in consiglio comunale. «La politica è fatta di numeri. Al momento, seppur risicata la maggioranza c’è – commenta - E poi, se alcuni assessori sono stati riconfermati anche nella nuova giunta, è perché evidentemente hanno fatto un buon lavoro. Io ritengo di aver lavorato bene, anche gli eventi natalizi ne sono la conferma». E anche se l’assessore regionale uscente Gianni Stea, dalla stessa sostenuto, non è entrato in consiglio regionale, non è un motivo valido per pretendere nuovi equilibri in giunta: «La lista presentata da Stea ha superato la soglia di sbarramento del 4%, ottenendo 54mila voti. La politica è fatta soprattutto di consensi».