serie b
Dal Bari 2022-23 squadra «da cartolina» alla retromarcia: tifosi in fuga dal San Nicola
«Crollo» dato spettatori. Il calcolo potrebbe portare a 250mila presenze in meno rispetto al campionato scorso, con un mancato guadagno di diversi milioni di euro
BARI - Un patrimonio disperso. Un tesoro inopinatamente sperperato. Il rapporto tra la città del pallone e la famiglia De Laurentiis non si è consumato soltanto nella frattura causata da una stagione tormentata sul campo ed infelice in ogni comunicazione. Il dato più clamoroso, infatti, riguarda il «crollo» del dato spettatori. Il fiore all’occhiello della scorsa stagione si è frantumato in numeri clamorosi: considerando le 15 gare interne finora disputate nella regular season, gli spettatori in meno rispetto al torneo 2022-23 sono oltre 122mila in una forbice che, di questo passo, si amplierà fino a toccare le 150mila presenze mancanti. Ma a tale base già consistente si aggiungeranno i mancati playoff che a giugno 2023 portarono nell’astronave di Renzo Piano 109.827 tifosi in soli due match, infrangendo tutti i record di affluenza immaginabili: dal primato storico di spettatori in B (la semifinale con il Sudtirol «sconfisse» Bari-Latina semifinale dei playoff 2014) a quello «all time» (la nefasta finale con il Cagliari superò Bari-Inter del campionato 1990-1991).
Il calcolo, dunque, è impietoso e potrebbe portare ad oltre 250mila presenze in memo rispetto al campionato scorso, con un mancato guadagno complessivo di diversi milioni di euro. Il Bari nel 2022-23 era la squadra «da cartolina» della B. Nella stagione regolare, furono disputati tutti al San Nicola i match più visti dal vivo: Bari-Genoa con 48.877 presenze, Bari-Ternana con 38.800, Bari-Frosinone con 38.553, Bari-Palermo con 35.377. Numeri che resero il capoluogo pugliese inferiore soltanto alle big di A: Inter, Milan, Juventus, Roma, Lazio, il Napoli campione d’Italia e la Fiorentina. Nell’attuale stagione, invece, il Bari ha nettamente perso la sua leadership anche nel campionato cadetto: pur contando su oltre mille abbonati in più rispetto alla stagione scorsa (8.809 a 7.651), il club biancorosso (con 274.303 spettatori complessivi, alla media di 17.144 persone sugli spalti a partita) si pone troppo lontano da realtà che lo scorso aveva ampiamente superato.
La classifica di affluenza della B, infatti, è comandata dal Palermo con 371.590 presenze (media 23.224 a gara), seguita dalla Sampdoria con 358.068 (media di 22.379). Riavvolgendo il nastro, la media pubblico barese nel torneo passato si attestava oltre quota 24mila. Perso anche il primato del match più visto in B: attualmente è Palermo-Como con 31.211 spettatori, mentre il massimo raggiunto al San Nicola si è toccato alla prima giornata, lo scorso 18 agosto (fu anche l’open day della B) con i 22.811 spettatori di Bari-Palermo che non entra nemmeno nella «top ten» di affluenza del campionato in corso. Da allora, Bari ha registrato un progressivo decremento: dalla gara con il Catanzaro (terzo match interno) non si sono più toccati i 20mila spettatori, mentre il minimo si è riscontrato con i 13.583 presenti nell’incontro con il Sudtirol.
Logica conseguenza è stata anche uscire dalle prime dieci città italiane per affluenza di pubblico. Un quadro che lascia facilmente presagire che cosa potrebbe accadere in caso di retrocessione: un passo indietro in serie C, polverizzerebbe quanto costruito nei cinque anni post fallimento ed il San Nicola faticosamente riammodernato con l’investimento di oltre 12 milioni di euro profuso dal Comune di Bari tornerebbe una cattedrale nel deserto. Paradossale, per uno degli stadi in piena corsa per ospitare l’Europeo 2032.