Covid 19

Bari, sindacati denunciano: operatrice Amiu positiva «ha continuato a lavorare». Il caso finisce in aula

Nicola Pepe

La questione rappresentata anche dal consigliere Nicola Acquaviva. L'azienda convoca comitato di sorveglianza

Scoppia il caso all'Amiu dove, secondo i sindacati - e la notizia è stata poi rilanciata durante la seduta "a distanza" del consiglio comunale dal consigliere Nicola Acquaviva - una dipendente dell'azienda di rifiuti, sottoposta al test sierologico, risultato positivo, e successivamente a tampone, anch'esso positivo, sarebbe stata regolarmente assegnata al suo regolare turno di lavoro mettendo così a rischio gli altri colleghi. E non è stata allontanata e posta in isolamento fiduciario.

La denuncia è stata formalizzata dai sindacati in una lettera inviata ai vertici dell'Amiu a cui è stata contestata la mancata applicazione del protocollo di sicurezza aziendale che prevede l'allontanamento dal lavoro del dipendente risultato positivo.
In questo caso il test ultimo sarebbe stato eseguito il 20 e l'operatrice avrebbe continuato a svolgere regolarmente il suo servizio. In discussione ci sarebbe anche la circostanza che, anche dopo il test sierologico risultato positivo, l'interessato vada posto in isolamento fiduciario in attesa del tampone, come prescritto da alcune linee guida del Ministero della Salute.

In questo caso, anche dopo il tampone la dipendente avrebbe continuato a lavorare. Il Presidente dell'Amiu, Sabino Persichella, à ha convocato il Comitato per l'applicazione e la verifica delle regole del Protocollo 24 aprile 2020 alle ore 10 di domani mercoledì 25 novembre per mettere al corrente tutti delle «iniziative intraprese a tutela dei lavoratori e fugare ogni prepoccupazione».

Bisognerà capire se la comunicazione dell'accertata positività è stata comunicata all'azienda (se si, a chi) se l'iter del contact tracing si è svolto correttamente e se non sono stati messi a rischio altre persone. In tal caso andrebbero verificate eventuali responsabilità da parte di chi, forse, aveva il dovere di non mettere a repentaglio la salute di altri dipendenti e gente comune.

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